Nella cappella arcivescovile di Milano (piazza Fontana 2), gremita di fedeli, amici e membri della comunità di Comunione e Liberazione, il movimento fondato da Luigi Giussani, è stata aperta, nella mattinata di sabato 7 Marzo, la causa di beatificazione e canonizzazione del giovane servo di Dio Marco Gallo, morto a soli 17 anni nel 2011 in seguito a un incidente stradale. A presiedere la celebrazione è stato l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, che ha dato formalmente avvio al processo canonico volto a raccogliere testimonianze e documenti sulla vita del giovane.
Marco Gallo nacque il 7 marzo 1994 a Casarza Ligure, in Liguria, e trascorse lì i primi anni della sua vita prima che la famiglia si trasferisse in Lombardia. Nel 1999 i Gallo si stabilirono ad Arese e l’anno successivo a Lecco, dove Marco frequentò le scuole elementari e medie, ricevendo anche i sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. Era cresciuto in una famiglia profondamente legata all’esperienza ecclesiale di Comunione e Liberazione, un ambiente nel quale la fede si viveva come incontro quotidiano e come ricerca personale.
Nel 2007 entra nel Liceo scientifico Don Gnocchi di Carate Brianza. Gli anni della scuola superiore furono per lui un periodo di crescita umana e spirituale molto intensa. Tra i compagni e gli amici Marco era considerato un punto di riferimento: coinvolgeva i coetanei in iniziative di aiuto scolastico rivolte a ragazzi di Biassono e Inverigo, ma dedicava tempo anche agli anziani disabili dell’istituto Don Orione di Seregno, portando loro compagnia e attenzione. Dal 2008 partecipò con grande convinzione all’esperienza di Gioventù Studentesca, vivendo in profondità il cammino proposto dal Movimento. Aveva una grande curiosità verso la vita e verso Dio: la meditazione del Vangelo e la partecipazione ai sacramenti erano per lui nutrimento quotidiano.
La sua vita si interruppe tragicamente nel 2011. Quel giorno Marco stava andando a scuola in moto, percorrendo la strada che collega Monza all’Alta Brianza per raggiungere il liceo. Un’auto uscì improvvisamente da un parcheggio; Marco frenò, ma l’asfalto bagnato rese inevitabile lo scontro. L’impatto fu fatale. Aveva appena 17 anni.
Alla cerimonia di apertura della causa erano presenti, oltre all’arcivescovo Delpini, il vescovo di Chiavari Giampio Luigi Devasini, il delegato episcopale Marco Gianola, il cancelliere della diocesi di Milano don Marco Cazzaniga, don Simone Lucca, Padre Andrea Mandonico, mons. Ennio Apeciti, responsabile del Servizio diocesano per le Cause dei Santi, e il sindaco di Casarza Ligure Giovanni Stagnaro. La celebrazione è stata accompagnata da canti liturgici e da un clima di intensa partecipazione.
Nel suo intervento l’arcivescovo Delpini ha spiegato il significato profondo dell’avvio della causa di beatificazione. Non si tratta – ha sottolineato – di un atto per rendere onore a Marco, ma di un cammino ecclesiale che nasce dalla fama di santità riconosciuta da coloro che lo hanno conosciuto. Il processo servirà a raccogliere testimonianze, ricordi e giudizi sulla sua vita, per verificare se nella sua esperienza si possa riconoscere una strada che la Chiesa propone a tutti come esempio di santità. Non una semplice memoria, dunque, ma una proposta di vita.
Delpini ha ricordato come la simpatia e l’affetto che circondano la figura di Marco siano legati anche alla sua giovane età e alla tragedia della sua morte. Tuttavia, ha aggiunto, la fede cristiana insegna che Dio è capace di trarre vita anche dalla morte e che proprio eventi così dolorosi possono diventare occasione di risveglio spirituale. Per questo l’Arcivescovo ha chiesto luce e discernimento per coloro che dovranno raccogliere le testimonianze nel corso del processo.
Al termine della celebrazione è stato proiettato un video sulla vita di Marco con le testimonianze degli amici, delle sorelle Francesca e Veronica e dei genitori Marco e Paola. Le immagini raccontano un ragazzo pieno di vita: sport, gite, momenti con gli amici, incontri con sacerdoti e raduni del Movimento. Un giovane sempre sorridente, con il desiderio di vivere ogni istante con intensità senza mai perdere il riferimento a Gesù.
Particolarmente toccante il ricordo della madre Paola. Poco tempo dopo la morte del figlio, seduta nella sua stanza mentre sceglieva la maglietta per la vestizione, si accorse di una frase scritta sul muro accanto al crocifisso sopra il letto: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?». Era una frase del Vangelo che la famiglia non aveva mai notato prima. Probabilmente, raccontano i genitori, se avessimo notato la scritta lo avremmo rimproverato per aver imbrattato il muro; eppure in quel momento quelle parole apparvero come un segno che parlava proprio al dolore di quei giorni.
Fin dalla notizia dell’incidente molti giovani si radunarono all’ospedale San Gerardo di Monza per pregare. Dopo i funerali accaddero fatti inattesi: nacque spontaneamente l’idea di un pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Montallegro, sopra Rapallo, in Liguria, dove Marco è sepolto. Ogni anno migliaia di persone partecipano a questo cammino. Molti di loro non lo hanno mai conosciuto di persona e alcuni non sono neppure credenti, ma raccontano di essere stati colpiti dalla sua fede, dalle sue domande a Dio e dal suo desiderio di verità.
La storia di Marco Gallo continua così a parlare soprattutto ai giovani. In un tempo in cui spesso si racconta una generazione smarrita o distante dalla fede, la sua vita breve ma intensa mostra come anche a diciassette anni si possa vivere un cristianesimo autentico, fatto di amicizia, di domande profonde e di attenzione concreta agli altri. La sua testimonianza ricorda che la santità non è qualcosa di lontano o straordinario, ma può nascere nella quotidianità di uno studente, nelle relazioni con gli amici, nello studio, nel servizio ai più fragili. È forse questo il motivo per cui tanti ragazzi continuano a sentirsi attratti dalla sua storia: perché nella semplicità della sua vita vedono riflessa la possibilità di una fede viva, capace di dare senso anche alle domande più grandi della giovinezza.







