A Duno Messa del Vescovo di Como per i medici di Varese

Monsignor Oscar Cantoni, vescovo di Como, ha presieduto una concelebrazione liturgica, sabato pomeriggio 16 Ottobre, nel Tempio Votivo dei Medici d’Italia, a Duno, paesino di 135 abitanti (il meno popolato della provincia di Varese) alle pendici del Monte San Martino al centro della Valcuvia.

Nonostante amministrativamente appartenga alla Provincia di Varese, Duno ecclesiasticamente fa parte della diocesi di Como perché anticamente la Valcuvia  era territorio della provincia lariana. Da qui la presenza del Vescovo di Como che ha seguito, nella celebrazione, il rito romano e non quello ambrosiano in atto nel varesotto.

L’evento, come ogni anno, è organizzato dall’Ordine dei Medici della Provincia di Varese, per ricordare i colleghi che hanno sacrificato la vita sia in guerra, sia in tempo di pace. L’elenco dei deceduti in questi due anni s’è tragicamente infittito a causa del tristemente noto virus di Wuhan.

Alla cerimonia hanno preso parte, oltre al Consiglio dell’Ordine dei Medici della Provincia di Varese guidato dal presidente Giovanna Beretta, il vice sindaco di Duno, Giovanni Damia, il comandante dei Carabinieri della stazione di Cuvio, maresciallo Roberto Notturno e il commissario della Polizia Locale di Cuvio, Andrea Campoleoni. Tra i convenuti anche il past president dell’Ordine, Pier Maria Morresi.

Nell’omelia monsignor Cantoni ha ricordato che il santuario di Duno è l’unico luogo sacro  esistente in l’Italia dedicato alla memoria dei medici. Un centro di spiritualità per ricordare i numerosi camici bianchi che hanno donato la loro vita per occuparsi dei più bisognosi delle loro cure come è avvenuto, anche di recente, con la pandemia.

L’Italia è rimasta colpita dall’ecatombe di medici deceduti, 360 e più, per prendersi cura dei pazienti affetti dal tremendo virus cinese, ha poi sottolineato monsignor Cantoni, che ha voluto anche ricordare la gratitudine del Pontefice per quanto quotidianamente fanno milioni di medici in tutto il mondo per lenire le sofferenze di tante persone.

Il Vescovo ha espressamente precisato le parole del Papa: «Gesù nostra Pasqua, dia forza a medici ed infermieri per svolgere ovunque la loro professione».

Dal canto suo il presidente Giovanna Beretta ha tenuto a ricordare che «a Duno, ancora una volta, la classe medica varesina s’è ritrovata non solo per celebrare il  suo patrono San Luca, ma per ricordare i tanti colleghi scomparsi a causa del virus di Wuhan, a partire dal dottor Roberto Stella presidente dell’Ordine dei Medici di Varese.

In questo luogo situato tra le valli varesine ed immerso nel silenzio, osservando i nomi dei tanti medici scolpiti sulle lapidi nel tempio accanto al Santuario, si è portati a ricordare il sacrificio e l’altruismo dimostrato dai medici spesso dimenticato che invece dovrebbe essere presente nella memoria di ognuno di noi.

Ancora in tutti noi sono impresse le immagini delle tante bare allineate, a quelle persone ricoverate nella solitudine delle terapie intensive e a quanti medici ed infermieri sono rimasti accanto negli ultimi momenti della loro vita cercando di confortarli evitando una morte in totale solitudine».

In un mondo distratto e confuso, incattivito e conflittuale, una parentesi di spiritualità,  all’interno di un Tempietto immerso nell’aria rarefatta di un paesino, a poco meno di 600 metri d’altezza, può avere fatto solo bene a chi ha avuto l’occasione  di viverla.

Donatella Salambat ©

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