Prosegue il ciclo di incontri sulle quattro costituzioni fondamentali del Concilio Vaticano II nella sala Cinema-Teatro San Giorgio di Bisuschio: con il biblista esegeta della diocesi di Milano Luca Moscatelli lunedì 16 Febbraio, alle 20.45, si è tenuto il secondo incontro di approfondimento dedicato alla “Dei Verbum”.
In una sala ancora gremita di fedeli della nostra valle Moscatelli accompagna nell’interessante e quanto mai attuale percorso di conoscenza di una delle costituzioni fondamentali del Concilio ponendo innanzitutto l’accento sullo sguardo lungimirante e di vera passione per l’uomo dei Padri Conciliari.
Ecco il passaggio chiave posto subito nella premessa 500 anni dopo la riforma protestante:
«Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelarsi in persona e manifestare il mistero della sua volontà…Con questa Rivelazione, infatti, Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé». (Dei Verbum, capitolo 2)
La Chiesa Cattolica ha riconosciuto il cambiamento dei tempi e l’importanza della Parola di Dio come dono irrinunciabile perché ciascuno, riappropriandosi delle fonti, possa crescere nella fede e quindi nell’annuncio del Vangelo.
La Bibbia diventa quindi accessibile ad ogni fedele e non solo alla stretta cerchia dei sacerdoti e teologi, dando il via ad un fiorire di studi biblici con rinnovato entusiasmo per la consapevolezza che Dio, rivelando sé stesso, rivela all’uomo tutta la sua dignità e la sua grandezza.
Moscatelli sottolinea che la Chiesa non ha mai mancato di ribadire l’importanza delle scritture; ma la grandezza del Concilio Vaticano II sta nel desiderio di compire un passo nuovo: la Bibbia non solo parla all’uomo, ma soprattutto parla dell’uomo. Non più un insieme di verità teologiche, ma un annuncio fatto per amore: non una rivelazione astratta e teorica, ma il manifestarsi di Dio stesso che vuole entrare in relazione con l’uomo, vuole essere amico dell’uomo.
Moscatelli riconosce che, dopo secoli di un sistema rodato, non è stato scontato il cambio di mentalità, ma la chiesa con grande realismo ha osato iniziare un grande passo di modernizzazione, riconoscendo che grazie alla cultura moderna è stata facilitata la riflessione su tematiche importanti come il riguardare alla questione femminile alla luce del Vangelo.
Conclude l’intervento con un invito a riscoprire la ricchezza delle Sacre Scritture per l’uomo moderno come possibilità per conoscere il metodo che Gesù ha insegnato basato sull’importanza non solo delle parole ma anche delle opere, citando l’esempio di Maria come discepola esemplare che nell’ascolto della Parola, Dio l’ha resa feconda “Accada per me secondo la tua parola”.
È seguito un vivace dibattito con il pubblico presente in sala in cui sono continuate le riflessioni per una strada che ancora richiede tempo e pazienza per assimilare questa ricchezza nella cultura moderna.
L’altro tema su cui ci si è confrontati è sulla sfida della libertà dell’uomo: perché Dio vuole un popolo consapevole che va edificato dentro le relazioni, da qui l’importanza di una dimensione comunitaria.
Prossimo appuntamento lunedì 2 Marzo con don Manuel Belli sulla terza Costituzione: “Sacrosanctum Concilium”
