Violenza di genere: il maggiore Crupi spiega come l’Arma s’é attrezzata per intervenire

Il maggiore Chiara Crupi (nella foto), comandante della compagnia carabinieri di Varese, ha tenuto, martedì mattina 25 Novembre nella sede del Comando provinciale, un incontro dedicato al contrasto della violenza di genere, con particolare attenzione alla tutela delle donne vittime di maltrattamenti. Durante l’intervento è stata sottolineata l’importanza di denunciare tempestivamente ogni episodio di violenza in ambito familiare e di affidarsi al lavoro dell’Arma dei Carabinieri e delle altre forze di polizia.

L’Arma ha attivato negli ultimi anni diverse iniziative e un settore investigativo specifico, con l’obiettivo di approfondire il fenomeno e fornire alla polizia giudiziaria strumenti adeguati per affiancare le vittime. In questa direzione si inserisce anche la partecipazione alla rete nazionale, con personale appositamente formato per gestire le denunce.

Presso il Comando Provinciale operano ufficiali di polizia giudiziaria specializzati nei reati di genere, pronti a intervenire in supporto alle stazioni dell’Arma operanti sull’intero territorio nei casi di violenza sulle donne.

Tra le iniziative di sensibilizzazione è stato ricordato “Orange the World”, la campagna internazionale contro la violenza di genere che prevede l’illuminazione in arancione delle caserme. A Varese e Busto Arsizio sono attivi anche uffici dedicati all’accoglienza delle vittime, spazi riservati dove le donne possono raccontare in sicurezza la propria storia.

Dal 2019, inoltre, nelle città di Napoli, Milano, Torino, Ivrea e Roma è operativo il Mobile Angel, un dispositivo di sicurezza simile a un cellulare che può essere attivato in situazioni di pericolo, consentendo un intervento immediato delle forze dell’ordine.

La provincia di Varese riflette sostanzialmente la media nazionale per quanto riguarda i reati di violenza di genere. È stato ribadito che tali reati emergono principalmente attraverso la denuncia: solo con la segnalazione formale è possibile attivare le misure di tutela previste, come il braccialetto elettronico per il presunto aggressore, l’arresto o il trasferimento della vittima in una struttura protetta.

Quando viene presentata una denuncia, il Comandante di Stazione interviene immediatamente per ascoltare la vittima e avviare le procedure necessarie, valutando caso per caso. In ogni nucleo operativo è presente una figura specializzata che fornisce indicazioni e supporto agli operatori nell’intero percorso di protezione

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