Varese, Villa Recalcati ospita il convegno sulla sicurezza radio e la “Rete Zamberletti”

La sicurezza dei cittadini passa ancora attraverso le onde radio. In un’epoca dominata dal digitale, esiste una rete invisibile capace di resistere ai più catastrofici blackout tecnologici ed energetici. È la “Rete Zamberletti”, l’infrastruttura nazionale delle Radiocomunicazioni Alternative d’Emergenza che martedì 26 Maggio taglierà lo storico traguardo della 500ª esercitazione nazionale.

Per celebrare l’evento, la Prefettura di Varese e l’Associazione Radioamatori Italiani (ARI) hanno promosso un convegno pubblico che si terrà dalle ore 09:30 alle 13:00 presso la Sala Convegni della Provincia di Varese a Villa Recalcati.

Il sistema affonda le sue radici in una delle pagine più drammatiche della storia italiana: il terremoto dell’Irpinia e della Basilicata del 1980. Fu in quell’occasione che l’onorevole varesino Giuseppe Zamberletti, padre fondatore della moderna Protezione Civile, intuì insieme all’ARI la necessità di un canale di comunicazione istituzionale totalmente indipendente dalle linee telefoniche tradizionali.

Il progetto pilota, ideato nel 1981 dai radioamatori Giovanni Romeo, Franco Campanelli, Settimio Sordi e Bruno Surace, si concretizzò ufficialmente nel 1985 con il “Decreto Zamberletti”, che istituì formalmente la rete di collegamento tra le Prefetture d’Italia. Nel 2022, a tre anni dalla scomparsa dello statista, il Dipartimento della Protezione Civile ha voluto intitolargli stabilmente la flotta radio.

In un contesto geopolitico e climatico dove la vulnerabilità delle reti informatiche è un tema centrale, la Rete Zamberletti vanta una caratteristica strategica unica: il totale isolamento dal web.

“La rete funziona esclusivamente in radiofrequenza, sfruttando le bande HF per i collegamenti a lungo raggio tra i capoluoghi e le frequenze VHF e UHF per la capillarità locale. Questo significa che il sistema è operativo anche in caso di totale assenza di energia elettrica o collasso della rete internet.”

Ad oggi sono oltre 600 gli operatori e i radioamatori che si avvicendano regolarmente presidiando le postazioni collocate all’interno delle Prefetture italiane e dei centri radio mobili. Strumentazioni e antenne dedicate, acquistate direttamente dagli uffici territoriali del Governo, garantiscono mensilmente l’efficacia dei collegamenti attraverso test rigorosi: quelli che martedì prossimo celebreranno, a Varese, il loro cinquecentesimo successo operativo.

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