Varese giornata Internazionale dedicata ai bambini scomparsi

In occasione della giornata internazionale dedicata ai minori scomparsi, il camper della polizia di stato di Varese, con a bordo operatori specializzati nel contrasto alle svariate forme di bullismo e cyberbullismo, dalle prime ore della mattinata, è presente all’esterno dei plessi scolastici del capoluogo, rivolgendo ai ragazzi informazioni utili e distribuendo dépliant informativi promossi dalla direzione centrale anticrimine e recanti consigli e numeri da contattare in caso di necessità.

Gli agenti della questura hanno potuto contare, anche questa volta, sulla ormai consueta collaborazione dei ragazzi del progetto Pappaluga, a fianco della polizia di stato per sensibilizzare giovani e adulti sulla tutela delle fasce deboli.

L’occasione è propizia, quindi, per approfondire le criticità che possono colpire i ragazzi e che a volte li inducono ad abbandonare la famiglia e i loro affetti. a tal proposito, nell’ottica di assicurare una maggior tutela dei minori, è stata recentemente introdotta la possibilità di richiedere la pubblicazione di foto e informazioni riguardanti casi di minori scomparsi sul sito web nazionale “it.globalmissingkids.org”, gestito dalla direzione centrale anticrimine della polizia di stato, previa acquisizione della necessaria autorizzazione degli esercenti la responsabilità genitoriale.

Ai giovani in difficoltà rivolgiamo l’invito di rivolgersi sempre agli operatori della polizia di stato, pronti ad ascoltare, fornire supporto e protezione.

I ragazzi vittime di cyberbullismo, anche se minorenni, possono richiedere al questore la misura dell’ammonimento quando sono colpiti da condotte persecutorie da parte di coetanei mediante un utilizzo distorto della rete, social network, conversazioni via chat e giochi online.

Nel corso dei primi mesi del 2022 il questore della provincia di Varese ha emesso 5 provvedimenti di ammonimento per cyberbullismo e un ulteriore caso è attualmente in trattazione.

Spesso, le vittime di cyberbullismo si isolano e provano timore: nessuna vergogna dunque, ma è importante rivolgersi quanto prima alla polizia di stato.

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