Varese, firmati i “Patti Digitali” un’alleanza tra famiglie e istituzioni per proteggere i minori

Si è svolta ieri mattina, mercoledì 11 Febbraio, nella Sala Consiliare della Provincia di Varese, la riunione della Conferenza provinciale permanente, un appuntamento che ha assunto un significato particolare non solo per i temi affrontati, ma per il passo concreto compiuto nella costruzione di una comunità educante più coesa e consapevole.

Al centro dell’incontro la sottoscrizione del Protocollo d’intesa sui “Patti digitali di Comunità”, accordi locali pensati per gestire in modo condiviso l’accesso dei minori alle tecnologie digitali. Un documento che va oltre la formalità e si propone come un’alleanza educativa tra famiglie, scuole, enti locali, università e istituzioni.

«L’educazione non è una cosa privata, ma collettiva», ha sottolineato il Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, aprendo i lavori. Il digitale, ha ricordato, non è più soltanto uno strumento, ma un vero e proprio ambiente di vita per le nuove generazioni: uno spazio ricco di opportunità, ma anche di rischi se non accompagnato da regole chiare e da una presenza adulta responsabile.

Il Prefetto ha richiamato i dati delle società scientifiche pediatriche, che segnalano un aumento di disturbi del sonno, difficoltà di attenzione, ansia, isolamento e fragilità emotiva legati a un uso precoce e non controllato dei dispositivi digitali. «Questi Patti – ha spiegato – non sono liste di divieti, ma strumenti di coordinamento educativo. Meccanismi che aiutano i ragazzi a fare insieme ciò che già vorrebbero fare, ma che da soli non riescono a fare: prendere le distanze da un ambiente digitale vissuto come tossico, senza temere l’esclusione».

Un esempio concreto: una scelta condivisa tra genitori, come quella di non consentire ai figli di portare il cellulare in camera dopo cena. «Se la decisione è comune – ha osservato Pasquariello – nessuno si sentirà escluso. E i ragazzi saranno più riposati a scuola, oltre a non esporsi ai rischi di adescamenti che si concentrano nelle ore serali».

A ribadire l’urgenza educativa è intervenuta anche la dottoressa Sabrina Di Taranto, in rappresentanza della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano, parlando di una “deriva patologica” nell’uso distorto del digitale che coinvolge sempre più spesso anche minori non imputabili, come gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Il verbo che ha attraversato i diversi interventi è stato “accompagnare”: non sostituirsi ai ragazzi, ma fornire loro strumenti per distinguere il bene dal male, sviluppare senso critico e consapevolezza.

Alla firma del Protocollo hanno aderito, oltre al Prefetto, il Presidente della Provincia, i Sindaci di Malnate, Venegono Inferiore e Venegono Superiore, il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, le Rettrici dell’Università dell’Insubria e della LIUC e il Presidente della Camera di Commercio di Varese. Il documento resta aperto all’adesione di ulteriori enti.

Nel corso della riunione si è inoltre fatto il punto sul Protocollo del 27 giugno 2023 dedicato al disagio minorile, in vista del suo rinnovo. L’ATS dell’Insubria ha illustrato le iniziative connesse alla legge regionale lombarda n. 2/2025 per la prevenzione e il contrasto delle cosiddette baby gang, presentando il Piano di Azione Territoriale rimodulato grazie a nuove risorse regionali.

Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al tragico evento avvenuto a Capodanno a Crans-Montana, che ha riportato al centro la fragilità di una parte del mondo giovanile. Prevenzione, è stato ribadito, significa presenza, ascolto, corresponsabilità, ma anche formazione all’autoprotezione.

In questa direzione si inserisce il progetto socio-educativo “Ragazzi On The Road”, giunto alla quarta edizione a Varese, che permette ai giovani di affiancare forze dell’ordine e operatori del soccorso per sperimentare sul campo il valore delle regole e del servizio. Presentato anche il video “Ciak on the road”, realizzato dall’associazione “3 Elle”, impegnata nel contrasto alla povertà educativa.

La riunione si è conclusa con le proposte formative per il 2026, tra cui la collaborazione con ENAIP Lombardia.

Presenti ai lavori rappresentanti delle istituzioni locali, delle forze dell’ordine, della magistratura, delle università, del sistema sanitario, del mondo produttivo e associativo, oltre alla Consulta provinciale degli studenti e alla rete dei Consigli comunali dei ragazzi.

Il messaggio emerso è chiaro: non si tratta solo di introdurre regole, ma di costruire relazioni credibili e stabili. Perché, come è stato più volte ribadito, non si può perdere neanche un ragazzo.

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