“Archeologia a 360°” è il titolo simbolico della giornata di studi tenutasi oggi a Villa Mirabello che ben sottolinea la figura poliedrica di Mario Bertolone (1911-1965) archeologo, studioso dalla grande personalità, sempre vigile, attivissimo, studioso di grande cultura e dalle ampie vedute.
Appena avvertito di ritrovamenti casuali di reperti, Bertolone effettuava immediatamente i sopralluoghi, trascorreva giornate intere a redigere schizzi, disegni sempre accompagnati da appunti.
Con altrettanta tempestività pubblicava le scoperte sui quotidiani e sulle riviste scientifiche del tempo. A ventisei anni fu nominato direttore dei Musei Civici di Varese (la sede allora era in Via Sacco nel Palazzo Estense).
Nel 1949 allestì il Museo a Villa Mirabello dando prova di una visione del tutto innovativa anche nel campo della museologia e allestimento: linguaggio chiaro dei pannelli e delle didascalie, contestualizzazione dei reperti esposti. Puntò molto sulla divulgazione e sulla formazione degli insegnanti, il museo veniva costantemente aperto alle scolaresche.
Organizzò eventi tra cui, nel 1954, il convegno e la mostra dedicati alle palafitte italiane coinvolgendo i maggiori studiosi italiani e stranieri- archeologi, botanici, geologi, paletnologi.
Bertolone fu un archeologo all’avanguardia sia nelle tecniche di scavo archeologico che nello studio dei materiali. Pioneristico il suo metodo di scavo con riconoscimento, descrizione e disegno degli strati archeologici e rilevamento delle quote. Il suo approccio interdisciplinare fu fortemente all’avanguardia; l’utilizzo della fotografia aerea applicata all’indagine archeologica e l’utilizzo di metodologie allora innovative come gli studi palinologici e microstratigrafici.
Nel 1953 fondò Il centro di Studi Preistorici e Archeologici di Varese la cui funzione era di supporto alle attività dei Musei Civici di Varese e alle campagne di scavo archeologico e di comunicazione dei relativi risultati.
La Biblioteca di natura specialistica che si venne a creare grazie alla lungimiranza di Bertolone, oggi dispone di un ricco patrimonio, utile supporto scientifico per gli studi dell’archeologia, della paleontologia, della storia antica, della storia medievale, della storia locale, dell’egittologia, della numismatica, della storia antica, della storia dei materiali. Una raccolta di materiali bibliografici reperibili con estrema difficoltà attraverso altre biblioteche specialistiche disseminate in Europa.
Attualmente la sede di conservazione del materiale è presso un privato.
Durante la giornata di studi sia i famigliari di Mario Bertolone che diversi relatori hanno sottolineato l’importanza della riapertura della Biblioteca che deve ritrovare la sua sede a Varese vicino al Museo Civico di Villa Mirabello (quale sede migliore se non l’ex Liceo Musicale?) o nel museo stesso.
La Biblioteca e l’Archivio del CSPA sono un corpus unicum intimamente connesso alla storia di Varese e dei reperti archeologici delle collezioni dei Musei Civici. Le due realtà sono inscindibili e costituiscono un patrimonio indissolubile per la città di Varese..
A sessant’anni dalla morte, la visione multidisciplinare di Mario Bertolone si rivela un’eredità preziosa in parte ancora da studiare per affrontare le sfide contemporanee del patrimonio culturale.
