Trentennale di Padre Cerri l’Arcivescovo Delpini al Villaggio del fanciullo

Vergiate si raccoglierà al Villaggio del Fanciullo per ricordare, nel trentennale della scomparsa, la figura luminosa di Oreste Cerri, sacerdote (1909-1996) e fondatore dell’opera che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per i più fragili.

La giornata avrà inizio domenica 22 Febbraio alle ore 9.30 con il ritrovo a Vergiate, in largo Lazzari, a circa 800 metri dal Villaggio. Alle ore 10.20 partirà il corteo dei Labari e dei Gagliardetti da largo Lazzari verso il Villaggio del Fanciullo, dove si terrà l’alzabandiera in onore di padre Cerri e dei Caduti, coordinato dal Gruppo Alpini di Vergiate. Seguirà la Santa Messa, celebrata dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini, animata dal coro Harmonia. Al termine, il saluto delle autorità civili e militari.

Padre Oreste Cerri fu cappellano militare sul fronte russo durante la Seconda guerra mondiale, condividendo con gli alpini le sofferenze, il gelo. In mezzo alla tragedia del conflitto maturò la promessa che avrebbe segnato tutta la sua esistenza raccogliere le ultime volontà dei soldati agonizzanti e trasformarle in un’opera di bene. Da quel dolore nacque, nel dopoguerra, il Villaggio del Fanciullo di Vergiate, pensato come casa e speranza per orfani e ragazzi bisognosi. Padre Cerri dedicò la sua vita ai più fragili, offrendo non solo assistenza materiale ma soprattutto dignità, educazione e futuro.

La figura di padre Cerri richiama da vicino quella di Carlo Gnocchi, il “don Gnocchi” di Milano, anch’egli cappellano militare degli alpini sul fronte russo. Come Cerri, anche don Gnocchi trasformò l’esperienza drammatica della guerra in una missione di carità verso i mutilatini e i piccoli segnati dalle ferite del conflitto, dando vita a quella che oggi è la Fondazione Don Gnocchi.

Entrambi sacerdoti, entrambi vicini agli alpini, entrambi testimoni di una fede concreta e operosa: nelle loro vite si intrecciano il dolore della guerra e la rinascita attraverso la solidarietà. Se don Gnocchi operò soprattutto a Milano e in ambito nazionale, padre Cerri fece di Vergiate il cuore della sua missione, radicando nel territorio un’opera che continua a parlare.

Nel trentennale della sua scomparsa, la comunità di Vergiate non ricorda soltanto un fondatore, ma un padre spirituale che seppe trasformare la sofferenza in progetto, la memoria dei caduti in servizio ai vivi. L’alzabandiera, la presenza degli alpini, la celebrazione eucaristica: tutto richiama quel legame profondo tra sacrificio e speranza che segnò la sua vita. Padre Cerri ci consegna un messaggio attuale: la carità non è un gesto straordinario, ma una scelta quotidiana di vicinanza agli ultimi.

Vergiate, raccogliendosi al Villaggio del Fanciullo, rinnova così non solo un ricordo, ma un impegno: continuare a camminare accanto ai deboli, con lo stesso spirito di servizio che animò padre Oreste Cerri.

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