Saronno provvedimenti restrittivi per due minori

Per due minori, entrambi classe 2007, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il collocamento in comunità in quanto, al termine delle indagini condotte dai carabinieri di Saronno, sono ritenuti i responsabili di una rapina consumata ai danni di un sedicenne.

I fatti risalgono allo scorso 26 gennaio, quando la vittima, che intorno a mezzogiorno stava percorrendo a piedi la via San Francesco, veniva avvicinato da due ragazzi italiani di origine straniera che dopo averlo chiamato per nome, lo aggredivano con pugni e calci facendolo cadere per terra per poi strappargli il marsupio che portava allacciato in vita con all’interno il telefono cellulare e la somma di circa 120 euro.

Dopo la richiesta d’aiuto da parte della vittima e la conseguente denuncia, i Carabinieri durante dei servizi di controllo nelle aree della città ove più frequentemente si verificano reati predatori individuavano due soggetti compatibili con la descrizione fornita dalla vittima e che quindi venivano pedinati e controllati a distanza.

Durante questo servizio di osservazione i Carabinieri intervenivano a bloccare i due che nel frattempo si erano avvicinati ad un terzo soggetto con ogni probabilità per consumare un’altra rapina. Infatti i due dopo aver visto sopraggiungere i carabinieri tentavano di darsi alla fuga ma venendo prontamente bloccati da alcune pattuglie gravitanti in zona.

Condotti presso gli uffici della Compagnia di Saronno per gli accertamenti del caso, veniva rinvenuto in tasca di uno dei due il telefono cellulare del coetaneo aggredito il precedente giorno 26 gennaio.

Dall’acquisizione e analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza è stato poi possibile ricostruire il percorso seguito dai due rapinatori che dopo aver consumato il delitto si sono allontanati a bordo di un treno in direzione Milano Cadorna.

I due hanno anche tentato di eludere le indagini cambiandosi d’abbigliamento nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Rintracciati nella mattinata presso le proprie abitazioni, dopo le formalità di rito sono stati accompagnati in comunità di recupero nella provincia di Varese e Pavia

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