San Sebastiano, la Polizia Locale di Varese ricorda il suo patrono

 Al termine della cerimonia religiosa, deposizione di una corona al monumento dei caduti. Successivamente, nella piazzetta antistante la Chiesa, si festeggia degustando specialità gastronomiche locali preparate dal Gruppo Alpini e da altri generosi volontari.

Organizzazione della festa a cura dell’Associazione Polizia Locale di Varese che raggruppa tra i propri soci, sia agenti in servizio che agenti in pensione, oltre ai simpatizzanti.

Cenno storico. Fonte “Santi e Beati” I dati storici circa la figura di san Sebastiano sono limitati alla menzione nel più antico calendario della Chiesa di Roma, la «Depositio Martyrum», confluita nel «Cronografo» risalente al 354, e a una citazione nel «Commento al Salmo 118» di sant’Ambrogio vescovo di Milano. Una “Passio” scritta intorno al V secolo aggiunge che Sebastiano era un membro dei pretoriani, le guardie al diretto servizio dell’imperatore di Roma, ed era cristiano dalla nascita. Grazie al suo servizio, poteva portare conforto ai cristiani che erano destinati al supplizio. A sua volta fu denunciato come cristiano e condannato al supplizio delle frecce, per aver tradito la fiducia dell’imperatore Diocleziano. Ne uscì vivo ma non illeso: dopo le cure, si ripresentò a Diocleziano per rimproverarlo aspramente di quanto aveva commesso contro i cristiani. A quel punto, fu nuovamente condannato: frustato a morte, venne gettato, ormai cadavere, nella Cloaca Massima. Le sue spoglie furono però ritrovate e deposte nelle catacombe della via Appia. Le sue reliquie sono oggi venerate nella basilica di San Sebastiano fuori le Mura a Roma, tranne quella del cranio, custodita nella basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma.

Patrono degli atleti, degli arcieri, dei Vigili urbani e dei tappezzieri

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