Oltre la divisa il Cavalierato a Sottili e Stracquadanio per una vita al servizio della comunità

Il conferimento del titolo di Cavaliere della Repubblica rappresenta uno dei più alti riconoscimenti dello Stato italiano, attribuito a cittadini che si distinguono per meriti civili, sociali e professionali. In questo contesto, il 27 Dicembre 2025, due figure legate al volontariato e al senso del dovere hanno ricevuto questa prestigiosa onorificenza: a Francesco Sottili e Giorgio Stracquadanio.

Entrambi fanno parte dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo – sezione di Varese, realtà che promuove valori di solidarietà, disciplina e servizio alla comunità.

Francesco Sottili vanta una lunga e significativa carriera nell’Arma dei Carabinieri, prestando servizio come tecnico delle comunicazioni presso la Legione Carabinieri Lazio e successivamente alla Direzione Investigativa Antimafia. Nel corso del servizio è rimasto ferito in più occasioni, tra cui durante il soccorso prestato nell’incidente aereo di Villa Borghese nel 1989 e in una delicata operazione antimafia nel 1996, che gli ha causato gravi conseguenze permanenti. Nonostante ciò, ha continuato a servire lo Stato con determinazione fino al congedo per causa di servizio nel 2009, ottenendo anche il riconoscimento di Vittima del Dovere.

Accanto al percorso militare, Sottili ha sviluppato una intensa attività artistica e solidale: autore di centinaia di brani musicali e promotore di iniziative benefiche, ha contribuito concretamente al sostegno di associazioni e progetti sociali del territorio. Tra le sue opere più significative, ha scritto e realizzato l’inno dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Varese, “Con la Fiamma nel Petto”, simbolo di appartenenza e valori condivisi.

Il suo impegno si riflette anche in ambito civico: grazie alla sua iniziativa, il Tribunale di Varese è stato dotato di un defibrillatore di ultima generazione, strumento fondamentale per la tutela della vita.

Accanto a lui, Giorgio Stracquadanio rappresenta un esempio altrettanto significativo di dedizione. Con una lunga carriera operativa nei reparti investigativi dell’Arma, in particolare nel Raggruppamento Operativo Speciale, ha partecipato a importanti attività contro il terrorismo e la criminalità organizzata. Oggi, come Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Varese, continua a mettere la propria esperienza al servizio della collettività. Da due anni svolge volontariato presso la Procura per tre giorni alla settimana, inserito in un gruppo di 25 volontari, contribuendo con costanza ed elevato senso civico.

Il titolo di Cavaliere della Repubblica conferito a entrambi non è solo un riconoscimento personale, ma anche un simbolo dei valori che tengono unita la società: solidarietà, responsabilità e impegno verso il bene comune.

Le storie di Sottili e Stracquadanio dimostrano come il senso del dovere non si esaurisca con il termine della carriera, ma continui a tradursi in azioni concrete a favore degli altri. Il loro esempio, maturato anche all’interno dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Varese, testimonia che la vera forza di una comunità risiede nella dedizione silenziosa di chi sceglie, ogni giorno, di esserci. Il Cavalierato della Repubblica diventa così non solo un’onorificenza, ma il riconoscimento di un impegno autentico e duraturo al servizio della collettività.

Didascalia: da sin. Giorgio Stracquadanio, Francesco Sottili

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