Morazzone padre uccide figlio di sette anni. Fermato dai Carabinieri

Questa mattina, domenica 2 Gennaio, i Carabinieri del Comando Provinciale di Varese hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Varese nei confronti di un uomo di anni quaranta, responsabile dell’omicidio del proprio figlio, un bambino di sette anni, commesso nella serata di ieri, sabato 1° Gennaio, all’interno della propria abitazione.

L’uomo, detenuto agli arresti domiciliari dallo scorso 26 Novembre per aver accoltellato ad Azzate un collega di lavoro (reato per il quale sono in corso indagini per accertare l’esatta modalità dei fatti e le ragioni del dissidio), ieri sera, sabato 1° Gennaio, è evaso e ha raggiunto l’ex moglie a Gazzada Schianno, accoltellandola ripetutamente al viso, all’addome e alla schiena, per fortuna con esiti non letali.

A seguito dell’intervento dei Carabinieri della Stazione di Azzate e del personale del 118 che trasportava la donna, di anni trentasei, al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo, iniziavano ricerche per rintracciare l’autore del tentato omicidio e, soprattutto, il bambino della coppia, che aveva trascorso la giornata con il padre nella sua abitazione, come previsto nel provvedimento di separazione, e che non era stato riportato dalla madre.

Purtroppo, nell’abitazione del fuggitivo, i Carabinieri rinvenivano, all’interno di un armadio, il bambino, ucciso con un fendente alla gola.

Dai primi accertamenti medico legali è emerso che l’omicidio risaliva al pomeriggio, prima che l’uomo uscisse di casa per andare ad accoltellare l’ex moglie, indotta ad incontrarlo con la scusa della riconsegna del figlio.

Le ricerche dell’indagato sono proseguite per tutta la notte e alle prime luci dell’alba lo stesso è stato intercettato a Viggiù a bordo della sua auto, una Golf grigia.

Dopo aver cercato di sottrarsi alla cattura speronando l’auto dei carabinieri e successivamente fuggendo a piedi, è stato fermato, nella zona boschiva di Colle Sant’Elia, con un coltello in mano.

Il provvedimento di fermo è stato emesso in presenza di gravissimi indizi nei confronti dell’uomo, che ha lasciato nell’armadio con il bambino un biglietto con una sorta di confessione e avvertito il padre anziano con un messaggio vocale di aver fatto del male al piccolo e di non guardare nell’armadio, sussistendo altresì serissime esigenze cautelari, con riferimento non solo all’evidenza del pericolo di fuga, quanto, soprattutto, alla pericolosità del soggetto, che aveva in auto una dose di cocaina e ancora girava armato di un coltello.:

All’indagato sono stati contestati il delitto di omicidio del figlio e il delitto di tentato omicidio dell’ex moglie.

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