Lunedì 1° dicembre, Villa Recalcati, sede istituzionale della Prefettura e della Provincia di Varese, ha ospitato la presentazione del libro “Me-Mi. La nostra storia” di Michele Lapetina. Un’opera che celebra cinquant’anni di vita e amore condiviso con la moglie Melina e che, presentata a ridosso della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si è trasformata in una profonda e necessaria lezione di educazione sentimentale.
L’evento ha acceso i riflettori sui valori di rispetto, cura e gentilezza, ponendosi come una netta antitesi alla dilagante cultura della violenza. L’incontro ha visto la partecipazione delle massime istituzioni del territorio. L’autore ha dialogato con la giornalista Alessandra Soriano e la Consigliera di Parità Anna Danesi.
A inaugurare la serata è stato il Prefetto Salvatore Rosario Pasquariello, che ha definito il libro come un testo “forte”. “Leggendo queste pagine si avverte la forza discreta degli affetti che segnano la vita, quella forza che nessun dolore riesce a cancellare,” ha commentato il Prefetto, aggiungendo che l’opera è l’“antitesi perfetta di ogni forma di violenza” in quanto parla di rispetto, cura e presenza che sostiene.
Il Presidente della Provincia, Marco Magrini, ha sottolineato la rilevanza culturale e politica di raccontare storie d’amore positive in un’epoca segnata dai femminicidi, lanciando un appello: portare questa testimonianza nelle scuole per educare i giovani a relazioni basate sulla salute e sul reciproco riconoscimento.
Michele Lapetina ha condiviso la genesi emozionante del volume, nato da una promessa fatta alla moglie. Il libro ripercorre la loro vita attraverso poesie che riportano alla luce emozioni profonde, culminate nella commovente lettura in sala del testo “Ti cerco in una stella”.
Anche l’assessora ai Servizi educativi del Comune di Varese, Rossella Di Maggio, e la consigliera regionale Romana Dell’Erba hanno concordato sul valore del volume come un esempio di “normalità, rispetto e gentilezza”, elementi che troppo spesso mancano nelle tragiche storie di cronaca.
In conclusione, Michele Lapetina ha ribadito il suo messaggio: una vita apparentemente ordinaria può diventare una straordinaria e significativa testimonianza se fondata sui pilastri dell’amore, del bene verso gli altri e della fede, valori essenziali per costruire comunità, cura e speranza.
