Maxi operazione della Finanza a Varese: 20 lavoratori in nero individuati e un denunciato

L’attività delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Varese continua senza sosta nella lotta contro le forme più diffuse di economia sommersa, con un’attenzione particolare al fenomeno del lavoro nero e irregolare.

I recenti interventi condotti dai Finanzieri dei Gruppi di Varese e Busto Arsizio, insieme alle Compagnie di Gallarate e Saronno, hanno riguardato settori quali i servizi alla persona, bed and breakfast, bar e ristorazione, commercio ambulante e lavaggio auto. Le operazioni si sono concentrate principalmente nei territori di Varese, Busto Arsizio, Saronno, Gallarate e Cassano Magnago, aree note per la loro significativa vocazione produttiva.

Le posizioni lavorative dei dipendenti esaminati sono state analizzate sotto i profili contrattuale, previdenziale, assicurativo e fiscale, riscontrando numerose irregolarità. In particolare, durante quattordici controlli sono stati individuati complessivamente venti lavoratori in nero e due lavoratori irregolari; tra questi, uno è risultato privo di regolare autorizzazione al soggiorno, nei cui confronti è stato emesso un decreto di espulsione dalla Prefettura di Varese e un ordine di allontanamento dal territorio nazionale da parte della Questura di Varese.

Di conseguenza, il rappresentante legale dell’impresa coinvolta è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per violazioni della normativa vigente in materia (Testo Unico Immigrazione). In tredici distinti casi, è stata presentata formale richiesta all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Varese per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività lavorativa, a seguito della constatazione che oltre il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro durante l’ispezione era impiegato senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro. In tutti i casi, il provvedimento sospensivo è stato revocato poiché il datore di lavoro ha regolarizzato la posizione dei lavoratori irregolari mediante la loro assunzione formale e ha provveduto al pagamento delle sanzioni previste dalla legge.

Ulteriori accertamenti hanno permesso di documentare, nei confronti di due datori di lavoro, modalità di corresponsione della retribuzione attraverso strumenti non tracciabili, in violazione delle disposizioni sancite dalla Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018), che ha introdotto l’obbligo per i datori di lavoro e i committenti di erogare la retribuzione tramite strumenti idonei a garantirne la tracciabilità o mediante intermediari bancari o finanziari. Sono state comminate sanzioni amministrative ai datori di lavoro, in relazione alle specifiche violazioni riscontrate, per un importo complessivo compreso tra un minimo di 41.000 euro e un massimo di 244.000 euro.

L’attività delle Fiamme Gialle si concentra su due obiettivi principali: contrastare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nel rispetto delle normative vigenti, e proteggere i lavoratori, considerati la parte più vulnerabile nei rapporti di lavoro. Questi ultimi, accettando di svolgere la propria attività in maniera irregolare o “in nero”, rinunciano alle indispensabili coperture previdenziali e assicurative, con conseguenze molto gravi sia sulle aspettative legittime per il raggiungimento dei requisiti pensionistici, sia sulle garanzie relative agli infortuni sul lavoro.

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