Luino, educare oggi il “più” che interroga adulti e comunità

Si è svolta sabato 17 Gennaio, a Luino la presentazione del progetto “Più Oratorio tra monti e lago. Luoghi di crescita e di relazione”, promosso da alcune parrocchie del Decanato di Luino nell’ambito del bando Porte Aperte di Fondazione Cariplo e *Fondazione Comunitaria del Varesotto. Un’iniziativa della durata di due anni che punta a rafforzare le proposte educative degli oratori del territorio, coinvolgendo preadolescenti, adolescenti e giovani, anche quelli più distanti da questi luoghi.

Il progetto vede impegnate le parrocchie di Castelveccana, Germignaga, Luino, Dumenza e Maccagno, insieme alle cooperative San Martino ed Eureka, con il contributo di educatori professionali, volontari e realtà locali. Accanto alle attività per i ragazzi, sono previsti momenti di formazione per gli adulti, nella convinzione che l’educazione sia una responsabilità condivisa dell’intera comunità.

All’incontro hanno partecipato, oltre al sindaco Enrico Bianchi, ai sacerdoti del Decanato e ai rappresentanti delle Forze dell’ordine, anche il Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, il cui intervento ha offerto una riflessione profonda sulla condizione giovanile contemporanea. «I nostri giovani portano nel cuore domande grandi. A volte non sanno nemmeno come formularle, ma le sentono dentro», ha affermato, sottolineando come nessun ragazzo possa crescere senza incontrare adulti disposti a prendere sul serio questa ricerca di senso.

Il Prefetto ha chiarito che il “più” del titolo non indica solo un aumento di attività, ma soprattutto una maggiore qualità educativa e relazionale. Richiamando i dati di una recente ricerca dell’Università di Bergamo, ha evidenziato come il denaro occupi oggi un posto centrale tra i valori dichiarati da molti adolescenti, ma anche come siano diffuse forti preoccupazioni per le guerre e per la violenza, in particolare per il fenomeno dei femminicidi. Segnali di una generazione inquieta, che chiede orientamento e riferimenti credibili.

Nessun giudizio sui giovani, ha precisato Pasquariello, ma una chiamata in causa del mondo adulto, spesso responsabile di aver trasmesso modelli basati esclusivamente su successo ed efficienza. In questo contesto, l’oratorio viene indicato come uno spazio prezioso di ascolto, relazione e crescita, capace di diventare una vera comunità educante, dove parrocchie e istituzioni collaborano senza delegare.

In chiusura, il Prefetto ha ringraziato i promotori del progetto «per questo “più” che seminate oggi», auspicando che adulti e comunità sappiano farsi compagni di strada dei giovani, testimoniando con la propria vita le ragioni per cui vale la pena impegnarsi.

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