L’ozio scolpito a Verbania

Si aprirà giovedì 11 settembre alle ore 18 con la conferenza dell’architetto Micheli sul tema “L’arte della progettazione”. A seguire l’inaugurazione della mostra che sarà visitabile fino al 12 ottobre negli spazi di Palazzo Viani Dugnani, in via Ruga 44 a Verbania Pallanza ( aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 18, chiuso il martedì). La visita è inclusa nel costo del biglietto di ingresso al Museo.
Un appuntamento di interesse culturale, artistico e architettonico : laureato in Architettura al Politecnico di Milano, nel 1986 Micheli fonda il collettivo di design sperimentale “Solid” e dal 1987 al 1988 collabora con il gruppo Memphis, coordinato da Ettore Sottsass. Partner dello Studio De Lucchi dal 1988 al 1998, oggi è Managing Director di AMDL CIRCLE di cui coordina i progetti architettonici: nel processo si propone di coinvolgere professionalità diverse, garantendo così quell’approccio multidisciplinare e multigenerazionale che distingue il lavoro dello studio.

Ha progettato per clienti quali Alitalia, Deutsche Bank, Deutsche Bundesbahn, Enel, Hera, Hermès, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e UniCredit. Tra i suoi principali progetti si segnalano la Biblioteca di Storia dell’Arte della Fondazione Cini a Venezia, il Centro di Arese, il Padiglione Zero per Expo Milano 2015 e il Museo della Pietà Rondanini. Ha insegnato all’Istituto Europeo di
Design di Milano, dal 2000 al 2010 all’Università IUAV di Venezia e dal 2011 al 2014 all’Università degli Studi della Repubblica di San Marino. Fermo sostenitore del valore della ricerca pura nell’architettura e nel design, conduce una riflessione artistica personale sul simbolismo della rappresentazione.

Dall’architettura alla mostra: «La curiosità per la scultura – così il protagonista – mi ha casualmente spinto in un momento di ozio a pensare di poter scolpire. Ero seduto su una sedia che mi sono costruito con vecchi pali di legno utilizzati come sostegno per gli alberi e mentre guardavo il paesaggio toscano, mi sono lasciato trasportare dall’incoscienza nell’affrontare la bellissima sensazione di scolpire utilizzando legno e marmo. Credo che l’arte sia conoscenza dell’incoscienza. Un cipresso era davanti ai miei occhi e lui è stato il primo soggetto, poi è arrivata casualmente l’idea di scolpire una capra e successivamente il corpo umano. Prima le mie mani, il mio viso e poi parti di corpi femminili. L’ozio mi ha permesso di pensare e dare forma alla curiosità. Queste sculture non sono provocatorie o ribelli ma la loro semplicità dell’essere normali, le rende sorprendenti. Ozio, curiosità e scultura»

Condividi:

Related posts