Si è svolta lunedì 26 maggio, nella suggestiva cornice del Salone Estense del Comune di Varese, la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Rocco Chinnici, iniziativa nata per promuovere la cultura della legalità e della cittadinanza attiva tra i giovani.
Ad aprire l’evento, l’esibizione musicale degli studenti dell’Istituto “Silvio Pellico” di Vedano Olona, che ha dato il via a una giornata ricca di contenuti e significato. Il premio, promosso dall’UCIIM (Unione Cattolica Italiana di Insegnanti, Dirigenti, Educatori e Formatori) di Varese e Lombardia, ha coinvolto numerose scuole del territorio e di altre regioni, attraverso progetti didattici finalizzati a sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della legalità.
In un contesto in cui la criminalità organizzata continua a mutare forma e a insinuarsi anche nel Nord Italia, come evidenziato dagli interventi istituzionali, iniziative di questo tipo assumono un valore cruciale.
Numerose le autorità presenti: il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, il dottor Michele Di Toro per la Provincia di Varese, l’assessore ai Servizi educativi del Comune di Varese Rossella Dimaggio, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Varese, Col. Marco Gagliardo, Guardia di Finanza, Col. Fabrizio Rella, il professor Giuseppe Carcano dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese, il dottor Giuseppe Bonelli dell’Ufficio Scolastico Regionale, il vicepresidente nazionale UCIIM dottor Fabrizio Zago, Filippo Tomasello Presidente UCIIM Varese, prof. Roberto Leonardi, Presidente Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Varese ed il vice presidente, Giorgio Stracquadanio, oltre a numerosi rappresentanti del mondo scolastico e associativo. A moderare l’incontro, il giornalista Mattia Andriolo di Rete55.
Ospite d’onore della giornata è stato il commissario capo Simone Averna Chinnici, nipote del magistrato Rocco Chinnici, assassinato dalla mafia nel 1983. Nel suo intervento, denso di emozione e riflessione, ha ricordato come il nonno fu tra i primi a introdurre la confisca dei beni mafiosi, una svolta nella lotta alla criminalità organizzata. “La memoria da sola non basta”, ha sottolineato, “serve l’impegno quotidiano nelle scuole e nelle istituzioni per coltivare la cultura della legalità”.
Concetti ripresi anche dal prefetto Pasquariello, che ha ribadito l’importanza del ruolo della scuola nel costruire una società fondata sul rispetto delle regole e sulla partecipazione consapevole. “La memoria e l’impegno – ha affermato – sono i due pilastri su cui costruire un futuro più giusto”.
Il concorso ha visto la partecipazione di oltre 50 progetti tra elaborati, disegni e iniziative, che hanno evidenziato la creatività e la sensibilità dei ragazzi. Per la scuola primaria, il primo premio è andato all’Istituto San Giovanni Bosco di Licata, seguito dall’I.C. G. Marconi di Cerignola e dall’I.C. Curti di Gemonio – sezione Cocquio Trevisago. Tra le scuole secondarie di primo grado si è distinto l’Istituto Silvio Pellico di Vedano Olona, mentre per le scuole superiori hanno prevalso il Liceo Scientifico di Pomigliano d’Arco (classe 5CSA al primo posto, classe 2B al secondo), seguito dall’Istituto Tosi di Busto Arsizio al terzo posto.
Un plauso particolare è stato rivolto alla commissione giudicatrice, che ha svolto un lavoro impegnativo di valutazione. “È emersa una grande voglia di partecipazione e consapevolezza da parte dei giovani”, ha dichiarato il professor Roberto Leonardi, presidente dell’ANC (Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Varese.
Il Premio Rocco Chinnici si conferma così come una preziosa occasione di crescita collettiva, capace di rafforzare il dialogo tra istituzioni, scuola e società civile. Solo attraverso l’educazione e l’impegno costante si può costruire una società in cui la legalità non sia solo un ideale, ma un valore concreto e condiviso.







