Laveno Mombello due arresti e una denuncia a piede libero per rapina

Il problema della sicurezza all’interno delle Stazioni ferroviarie della provincia di Varese non sembra essere ancora risolto. Già nei mesi scorsi alcuni atti vandalici erano stati commessi a Castronno, Gazzada Schianno e Induno Olona, ma non si possono dimenticare altri episodi, di cui due più gravi, risalenti alla fine del 2021, quando due ragazze vennero abusate sessualmente.

Al riguardo, lo scorso mese di ottobre è stato siglato un accordo tra la Prefettura di Varese, Regione Lombardia, Trenord S.r.l., RFI, Ferrovie Nord, l’Agenzia di Trasporto Pubblico locale ed i comuni capofila di Varese, Busto Arsizio e Gallarate, in cui si prevede lo svolgimento di specifici servizi volti al controllo del territorio e, in particolare, nelle aree limitrofe alle stazioni nei comuni della provincia di Varese, da parte delle Polizie locali, con il supporto dell’Arma dei Carabinieri e della specialità Polizia Ferroviaria.

Dall’epoca, pur essendo stati intensificati i servizi di controllo in tali aree sensibili, continuano a verificarsi episodi di vandalismo, anche a bordo dei treni, come quello accaduto a ridosso delle festività natalizie, la sera del 15 dicembre u.s. per la precisione, quando a Laveno Mombello, il capotreno di un convoglio di Ferrovie Nord proveniente da Milano, al termine del servizio, mentre stava ispezionando, come d’obbligo, i vagoni per il fine corsa, notava 3 giovani che, non solo continuavano a permanere ingiustificatamente sulla carrozza, ma, per puro spirito vandalico, avevano azionato il sistema antincendio di bordo, provocandone la fuoriuscita di liquido estinguente con conseguente imbrattamento del vagone. Nella circostanza, il capotreno, dopo aver contestato ai tre l’inspiegabile gesto e nel mentre era intento a richiedere ausilio telefonico al 112, è stato dagli stessi aggredito e spintonato, atterrato e poi colpito con pugni e calci.

Non paghi della violenza, hanno sottratto all’operatore di Trenord il portafoglio, il telefono e le chiavi del treno, per poi allontanarsi speditamente dal luogo. A seguito dell’aggressione, il capotreno ha riportato tumefazioni ad uno zigomo ed una ferita lacerocontusa al labbro, venendo giudicato guaribile in 15 giorni.

Sulla cruenta vicenda, che ha creato non poco allarme sociale, e non solo locale, sono state avviate serrate indagini da parte della stazione carabinieri di Laveno Mombello, intervenuta immediatamente dopo la chiamata al 112, che il malcapitato capotreno era riuscito a contattare una volta rialzatosi malconcio.

I militari hanno così attivato ogni canale investigativo e scandagliato ogni telecamera utile per l’identificazione dei tre autori del vile e brutale gesto, giungendo a dargli, senza ombra di dubbio, un nome e cognome e, quindi, raccogliere sul loro conto, gravi indizi di colpevolezza per le ipotesi di reato di rapina, violenza e minaccia a un incaricato di pubblico servizio e danneggiamento aggravato.

Per due di loro, un cittadino di origine brasiliana, residente a Gemonio e un cittadino di origine rumena, residente nella stessa Laveno Mombello, è scattato, al termine delle indagini, il fermo di indiziato di delitto emesso dal PM, eseguito lunedì 9 gennaio u.s., con successiva traduzione alla casa circondariale “Miogni” di Varese. Il terzo, per il quale non sono in atto misure cautelari, è stato invece identificato successivamente attraverso impegnativi confronti e riscontri video-fotografici ed è stato denunciato a piede libero.

La grave vicenda, grazie alla pronta attivazione dei militari del locale presidio dell’Arma dei Carabinieri, ha trovato una risposta rapida ed efficace, oltre a rappresentare un segnale rassicurante per la cittadinanza, affinché i presunti autori siano giudicati nelle previste sedi giudiziarie.

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