Intelligenza Artificiale ed Etica: Mons. Malnati rilegge il messaggio del Papa alla luce della Carta di Trieste

In occasione della memoria di San Francesco di Sales, patrono degli operatori dell’informazione, e della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il messaggio di Papa Leone sulla qualità dell’informare a tutti i livelli viene ripreso e approfondito da mons. Ettore Malnati, teologo e presidente dell’associazione Studium Fidei, promotrice della Carta di Trieste sull’intelligenza artificiale, che ne sottolinea le implicazioni etiche e culturali nell’uso delle nuove tecnologie

“Oggi, giorno della memoria di San Francesco di Sales, patrono degli operatori dell’informazione e giornata mondiale delle comunicazioni sociali, Papa Leone ha voluto offrire un suo messaggio dove chiede più qualità nell’informare a tutti i livelli. “In questo contesto – rileva mons. Ettore Malnati teologo e presidente dell’associazione Studium Fidei che ha redatto la Carta di Trieste sull’intelligenza artificiale (Ia) – ha richiamato inoltre l’attenzione nei confronti dell’uso dell’Ia, ormai entrata a pieno titolo nella nostra quotidianità ma non sempre progettata e gestita con qualità. A noi della Carta di Trieste questo richiamo sembra più che opportuno proprio per tutelare quell’umanesimo che deve essere a monte di ogni algoritmo che non dovrebbe essere elaborato nella ricerca di un primato di cronaca, bensì nella verità e sensibilità della problematica proposta”.È necessario porre delle regole certe a garanzia della trasparenza dell’algoritmo e alla sua neutralità. “Senza queste condizioni – rileva mons. Malnati – è impossibile garantire la sicurezza all’interno delle piattaforme dei social network ed è fondamentale l’accento posto da Papa Leone sulla necessità di formare soprattutto i giovani nell’utilizzo di questi strumenti dalle grandi potenzialità ed da altrettanto elevati rischi”. E proprio sulla presenza dei minori nei social media si deve rispettare le norme poste dal legislatore a tutela dei più deboli nei settori dell’informazione anche audiovisiva, della comunicazione e in ambito cinematografico.“Nella Carta di Trieste sull’Ia – sottolinea il coordinatore Andrea Bulgarelli, giornalista e comunicatore – si è inteso porre l’accento sul fatto che i contenuti giornalistici sono garantiti dal diritto d’autore e non possono essere utilizzati dagli algoritmi per la creazione di testi senza l’indicazione della fonte. E così si è inteso per tutte le opere dell’ingegno, dalla musica all’editoria e all’arte nel suo significato più ampio. È fondamentale – si rileva nella Carta – che nell’utilizzo dell’Ia generativa nell’ambito delle opere dell’ingegno vi debba essere la preventiva autorizzazione del proprietario del diritto d’autore e del soggetto titolare dei diritti connessi e di quelli relativi all’output realizzato grazia all’Intelligenza artificiale”.

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