Il talento varesino che incanta la Francia il successo di Anne Alexandra Bacchetta

La scultrice varesina, italo-francese, Anne Alexandra Bacchetta Patureau continua a farsi apprezzare e a far sognare la Francia, confermando ancora una volta come i talenti varesini sappiano distinguersi oltre confine, anche se troppo spesso non adeguatamente valorizzati nella loro terra d’origine.

Il 20 dicembre è stata benedetta la sua ultima opera, La Pietà della Speranza, una creazione intensa e profondamente simbolica. Non si tratta della tradizionale Vergine che sorregge il Cristo morto, ma di una Vergine bambina che abbraccia un agnello, simbolo del Cristo risorto, che porta su di sé i segni della Passione. Un’immagine di vittoria e di futuro: per questo Maria sorride, felice di aver ritrovato Suo Figlio e di essere, come tutti noi, testimone della Sua resurrezione. Ai piedi della scultura, una frase che ne racchiude il senso profondo: “Ecco l’Agnello vincitore, con Lui vivremo.”

Da questa esperienza artistica e spirituale è nato anche il volume “Cahier d’une sculptrice – La Pietà de l’Espérance”, nel quale l’artista racconta giorno dopo giorno il percorso umano, materiale e interiore che ha accompagnato la realizzazione dell’opera. Il libro sostiene inoltre la battaglia degli agricoltori francesi: il 50% del ricavato è destinato a un fondo di aiuto per gli agricoltori in difficoltà, con il patrocinio della Camera dell’Agricoltura. La stessa finalità solidale accompagnerà anche tutte le future realizzazioni in terracotta legate alla Pietà della Speranza, dagli ex voto ai bassorilievi.

Nel corso della cerimonia è stato inoltre inaugurato l’Ordine dei Piccoli Cavalieri della Pietà della Speranza, con un giuramento solenne benedetto dal Vescovo.

Alexandra Bacchetta, varesina di nascita e socia dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Varese, è già profondamente legata al suo territorio attraverso opere di grande valore civile. Tra queste spicca il monumento dedicato ai caduti di Nassiriya e Kabul, situato in via Copelli 5 a Varese, simbolo di memoria, sacrificio e rispetto per chi ha perso la vita nelle missioni internazionali. Un legame che dimostra come, nonostante il riconoscimento internazionale, l’artista non abbia mai reciso il filo con le proprie radici.

Nei prossimi mesi, nei giardini di Villa Recalcati, sede della Provincia e della Prefettura di Varese, sarà inoltre inaugurato “Faro sull’Infinito”, un obelisco in terracotta dedicato a tutti i volontari che hanno operato durante la pandemia da Covid-19: un altro segno concreto di gratitudine e memoria collettiva.

La parabola artistica di Alexandra Bacchetta Patureau è emblematica di una realtà spesso sottovalutata: Varese è terra di talento, capace di esprimere personalità che trovano all’estero l’attenzione e il riconoscimento che, troppo spesso, faticano a ottenere in patria. Un motivo in più per riscoprire, valorizzare e sostenere chi, partendo da qui, porta nel mondo il nome e i valori della nostra comunità.

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