Dopo dieci anni di “esilio” a Porto Ceresio, comune che ha ospitato la Sezione di Varese dell’Associazione nazionale bersaglieri, finalmente il sodalizio dei Fanti piumati ha ora una sede in Bisuschio, nella centralissima via Giuseppe Mazzini.
«Il sindaco, Michele Ruggero, è stato di parola», spiega Antonio Catalano, presidente della Sezione varesina Gruppo di Bisuschio, «perché ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale. “Se vengo eletto”, aveva assicurato, “trovo una sede ai Bersaglieri”. Così è stato; e noi ora, proprio in un locale con accesso sul retro dello stesso municipio, possiamo riunirci per organizzare le nostre attività».
Qualche merito, per la verità, più di un Bisuschiese ha già riconosciuto ai Bersaglieri che, nel 2011, in occasione dei 150 anni dall’unità d’Italia (1861), s’erano preoccupati d’allestire un’edicola, sul lato sinistro dell’ingresso del cimitero, per ricordare i propri commilitoni defunti nelle diverse guerre.
In quell’anno, durante la Giunta comunale presieduta dal dottor Silvano Pisani, ai Fanti piumati venne riconosciuto l’onore di vedersi intestata una via, non a caso posta al crocevia di altre tre cariche di significato storico per il loro passato: Isonzo, Tagliamento e Piave, i tre fiumi lungo i quali, nella Prima Guerra Mondiale, i Bersaglieri si coprirono di gloria per i tanti atti d’eroismo compiuti.
A parte la disponibilità ad affiancarsi alle Forze dell’ordine, alla Vigilanza urbana e alla Protezione civile per servizi d’ordine durante manifestazioni o eventi similari, i Bersaglieri varesini non hanno lesinato forze (e risorse personali) per ridare dignità al monumento ai caduti bisuschiesi.
Da tempo la struttura era ammalorata, quasi fatiscente, compromettendo il decoro urbano. Con impegno e diverse giornate di lavoro i Bersaglieri hanno ridato l’antico splendore al monumento, carico di nobili simboli prima ancora che storici, in modo che fosse approntato prima delle celebrazioni del 4 Novembre 2024.
Se va dato atto alle Amministrazioni comunali di Bisuschio (a parte il decennio dell'”esilio” portoceresino) per l’attenzione mostrata ai Bersaglieri, occorre purtroppo registrare che quella del capoluogo si segnala per un disarmante disinteresse.
Anche un sindaco progressista, militante in una delle tante sinistre del Paese, dovrebbe comunque rendere onore alle associazioni che raccolgono ex militari, non fosse altro per gli anni da questi dedicati a proteggere la collettività nazionale.
Dovrebbe essere un vanto per un Comune ospitare nel proprio territorio cittadini che hanno portato la divisa. Evidentemente se a Bisuschio c’è chi ha compreso tale valore, non altrettanto è accaduto (e accade) a Varese.
C’è da auspicare che con le prossime elezioni, mutatis mutandi, Varese torni a valorizzare le associazioni combattentistiche che, tra l’altro, sono apolitiche per loro natura.


