Generale Giuseppe Coppola, che cosa rappresenta questo nuovo incarico alla guida del Comando Provinciale di Varese?
Sono a dir poco entusiasta di questo nuovo prestigioso incarico. Torno con immenso piacere in questo territorio, ove ho vissuto un’esperienza fondamentale nel mio percorso formativo e professionale quale Comandante del Gruppo Malpensa. Conosco il territorio varesino per la sua storia, le sue tradizioni e il vivace spirito imprenditoriale. È una terra sana, operosa e viva, economicamente solida il cui senso civico e sociale della collaborazione del cittadino, l’associazionismo, il volontariato, l’efficienza delle Istituzioni e di tutti gli organismi locali, la rendono una concreta, esaltante e positiva realtà che dobbiamo assolutamente preservare, da ogni forma di illegalità, in piena sintonia con i nostri interlocutori istituzionali. Profonderò ogni energia affinché il Comando Provinciale Varese consolidi i lusinghieri standard di rendimento che ha sempre garantito.
Quali esperienze precedenti ritiene più utili per affrontare le sfide che la attendono a Varese?
Ogni tappa della mia trentennale appartenenza alle Fiamme Gialle ha contribuito ad arricchire il mio personale patrimonio professionale ed umano. Ogni singolo incarico, con le sue peculiarità, mi ha arricchito di tutte quelle conoscenze necessarie a ricoprire, con efficacia, il ruolo di Comandante Provinciale in un territorio ricco di stimolanti sfide come quello di Varese. Al termine del percorso di addestramento e studi svolto presso l’Accademia del Corpo, nel giugno 1996, culminato con la laurea in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano, sono stato sin da subito assegnato all’ora Compagnia Linate quale comandante della Sezione Operativa. Dopo due anni d’impiego presso la suddetta Compagnia, reparto territoriale che ricordo essere il più prossimo alla cittadinanza e che consente di avere il “polso” e l’esatta dinamica del rapporto tra fiamme gialle e cittadini, ho avuto l’onore di essere impiegato per circa 6 anni presso l’allora denominato Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Milano, uno dei Reparti di maggior prestigio ma anche maggiormente foriero di ardue sfide professionali. Qui, alla guida di più Articolazioni deputate a diversi settori di servizio ho potuto acquisire competenze ed esperienze professionali di impareggiabile valore. Al termine dell’esperienza milanese, nell’ottobre 2004, ho raggiunto una nuova realtà altrettanto stimolante seppur per altri ovvi motivi: sto parlando del Nucleo di Polizia Tributaria di Trapani, ove, sino al luglio 2007, ho ricoperto l’incarico di Comandante. A seguire: dall’agosto 2007 al settembre 2010 ho diretto il 1° Servizio dell’Ufficio Addestramento e Studi dell’Accademia del Corpo a Bergamo. Qui mi sono occupato della formazione dei futuri Ufficiali del Corpo. Dall’ottobre 2010 al settembre 2011 sono entrato in contatto, per la prima volta dal punto di vista professionale, con la realtà della Provincia di Varese quale Comandante del Gruppo Malpensa avendo successivamente l’opportunità di frequentare, dall’ottobre 2011 al giugno 2013, il 40° Corso Superiore presso la Scuola di Polizia tributaria della Guardia di Finanza. In terra siciliana, sono tornato dal luglio del 2013 sino al luglio 2015 ricoprendo, presso il Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, il prestigioso incarico di Comandante del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata. Terminata l’esperienza palermitana sono stato destinato al Gruppo di Torino, quale Comandante di Reparto, sino all’ottobre 2019 quando il Comando Generale mi ha conferito l’incarico di Comandante Provinciale di Como. Ultima ma non meno importante tappa di questo lungo percorso è stata l’assegnazione al Comando Generale della Guardia di Finanza, nel settembre 2023, quando ho ricoperto l’incarico di Capo Ufficio Relazioni Esterne, compito ancor più gratificante avendo operato nell’anno della storica ricorrenza del 250° anniversario della fondazione del Corpo. L’esperienza sul “campo” è sicuramente una conditio sine qua non per l’adempimento consapevole del proprio dovere ma certamente non può prescindere da un costante, continuo e doveroso aggiornamento teorico attraverso studi accademici. Proprio per questo nel corso degli anni ho convintamente intrapreso diversi percorsi di studi in ambito giuridico-economico. Come accennato, nel 1996 ho ottenuto la Laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano, nel 2003 la laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, nel 2004 la laurea Specialistica in Scienze della Sicurezza Economico Finanziaria presso l’Università Tor Vergata di Roma ed infine, nel 2013, presso l’università Bocconi di Milano, ho conseguito il Master di II livello in “Diritto Tributario di Impresa”.
In un territorio articolato e comunque di confine come quello di Varese, quali sono le principali minacce da contrastare?
Il contesto varesino, in cui le Fiamme Gialle si trovano ad operare, è assai complesso. Ciò è dovuto alle caratteristiche socio-economiche e storico geografiche della Provincia. In primis, bisogna considerare come la Provincia di Varese sia caratterizzata da una forte vocazione all’imprenditoria, con particolare riguardo al settore manifatturiero. Nonostante le dimensioni relativamente ridotte, ha un’elevata concentrazione di imprese. Infatti con circa 48 imprese per km², la densità imprenditoriale di Varese supera quella regionale, che, dagli ultimi dati disponibili, risulta pari a 34 e di gran lunga quella nazionale, ferma a 17. È evidente, dunque, che il primo obiettivo del Corpo, il contrasto all’evasione ed alle frodi fiscali in genere, proprio qui a Varese e provincia, assume una rilevanza fondamentale, da intendersi però non sotto l’aspetto meramente repressivo, bensì da interpretare come una vera e propria azione a tutela dell’operatore economico che, nel rispetto delle regole, genera ricchezza e valore per la comunità locale. Senza quest’azione è evidente come il tessuto economico sano ne verrebbe irrimediabilmente danneggiato. Il forte spirito imprenditoriale ci porta dunque alla seconda grande sfida: difendere i cittadini e gli imprenditori dalla criminalità organizzata. L’ampia disponibilità di capitali originati dalla natura imprenditoriale del territorio attira da lungo tempo le attenzioni delle varie consorterie criminali originariamente del sud Italia e, negli ultimi anni, anche di provenienza straniera. La vicinanza al confine elvetico ha favorito il germogliare di numerose attività criminali, nel tempo evolutesi da attività predatorie tradizionali a più raffinati sistemi illeciti di natura economico finanziaria. L’apparato criminale di sostegno alla imprenditoria mafiosa è infatti in grado di assicurare una rilevante offerta di servizi illegali o para-legali che corrisponde, specie nell’attuale congiuntura economica, alla crescente richiesta di abbattimento dei costi da parte del mercato. L’infiltrazione mafiosa avviene dunque principalmente tramite il finanziamento e/o l’acquisizione della proprietà delle imprese sfruttandone la vulnerabilità economicofinanziaria e relativamente meno attraverso strumenti coercitivi (come intimidazioni o estorsioni). In tale contesto, assume ancora più rilevanza il presidio del Corpo a salvaguardia della legalità dell’azione amministrativa relativa all’utilizzo di risorse destinate al PNRR che ammontano, per la provincia di Varese, a circa 1,4 miliardi. Oltre alle imprese, noi Fiamme Gialle siamo in prima linea nella difesa della spesa pubblica, che significa certamente tutelare il bilancio nazionale e comunitario ma anche e soprattutto operare affinché le risorse pubbliche siano pienamente disponibili per i cittadini più bisognosi. Infine mi consenta un ultimo e non meno importante compito. È quello più antico attribuito al Corpo e che ha da sempre connotato le “Guardie” di Varese: la tutela del confine. In un contesto di sempre più acute tensioni geopolitiche, la vigilanza del confine di stato è ritornata alla ribalta. Non solo per il contrasto all’immigrazione clandestina, argomento di grande interesse pubblico, ma anche e soprattutto per la tutela della legalità economico-finanziaria con particolare riferimento al transito di capitali illeciti e valuta. Per darle un quadro di quanto sia rilevante il fenomeno lo scorso anno sono stati effettuati oltre 3200 controlli transfrontalieri per una valuta intercettata pari a quasi 38 milioni di euro.
Quanto conta oggi l’innovazione tecnologica nelle attività della Guardia di Finanza?
La tecnologia riveste, oggi più che in passato, un ruolo cruciale all’interno dei processi mediante i quali ciascuna Amministrazione pubblica persegue la propria missione, mirando a conseguire livelli sempre più elevati di efficienza ed efficacia. Tale percorso, caratterizzato da una complessa e articolata trasformazione digitale, richiede un impegno costante e significativo in termini di risorse umane, organizzative e finanziarie. Gli sforzi profusi dalla Guardia di Finanza nello sviluppo tecnologico, considerato elemento prioritario per il raggiungimento degli obiettivi istituzionali, si inseriscono in uno scenario globale in rapida e incessante evoluzione, sempre più sfidante e influenzato da tematiche etiche emergenti, questioni strategiche rilevanti, nonché dalla tutela dei dati personali e delle identità individuali, oltre che dalla sicurezza dell’organizzazione stessa e del sistema Paese nel suo complesso. Le linee strategiche adottate si concretizzano principalmente attraverso molteplici azioni sinergiche volte a una digitalizzazione estesa e razionale dei processi nonché alla salvaguardia della sicurezza dei sistemi informativi e delle comunicazioni, il tutto nel rispetto di criteri di piena sostenibilità. In tale contesto, le risorse informative costituiscono uno strumento operativo fondamentale che ha permesso nel tempo di dotare la componente operativa di numerosi canali di accesso a informazioni qualificate, sia mediante piattaforme sviluppate internamente sia tramite l’integrazione con fonti provenienti da altri Enti pubblici e privati.
In che modo la GdF può contribuire alla sicurezza economica e finanziaria del Paese in un contesto globale sempre più interconnesso?
Anche per l’anno 2025, la Guardia di Finanza è chiamata a garantire al “sistema Paese” un presidio rigoroso di legalità, finalizzato alla prevenzione, all’indagine e al contrasto di ogni forma di illeciti di natura economico-finanziaria. La priorità operativa del Corpo consiste nell’individuazione e nella conseguente, sistematica e tempestiva repressione delle accumulazioni illecite di ricchezza, avvalendosi delle prerogative normative attribuite dall’ordinamento nei vari ambiti operativi. Tali accumuli possono derivare da pratiche fraudolente di evasione fiscale, appropriazioni indebite di fondi pubblici o proventi di attività criminali. L’azione svolta persegue un duplice obiettivo: in primo luogo reprimere gravi condotte illegali che incidono significativamente sugli interessi finanziari pubblici e che alimentano le associazioni criminali; in secondo luogo ostacolare i fenomeni di “ripulitura” dei capitali illecitamente acquisiti, i quali rischierebbero altrimenti di contaminare o alterare il mercato economico-finanziario sia a livello territoriale circoscritto sia mediante ampie e strutturate operazioni quali acquisizioni di pacchetti azionari di controllo in società quotate o non quotate, nonché l’acquisizione di filiere commerciali. Nell’anno appena concluso, la celebrazione del 250° anniversario della Guardia di Finanza ha costituito un momento emblematico di orgoglio collettivo, attestando la solidità e la rilevanza storica della nostra Amministrazione. La riflessione sull’evoluzione del Corpo nel corso degli anni rafforza la consapevolezza dell’importanza della missione affidataci, richiamandoci altresì alla responsabilità di migliorare costantemente gli standard operativi. Per tali ragioni, la Guardia di finanza prosegue con determinazione lungo il percorso intrapreso, volto a garantire una qualità ed una efficacia sempre maggiori nell’azione di servizio, adottando un approccio lungimirante in grado di anticipare e rispondere tempestivamente alle trasformazioni di una società in continua evoluzione.
