A volte, per ritrovare la luce, bisogna avere il coraggio di attraversare l’oscurità. È questo il messaggio profondo che ha lasciato “Oltre il Buio”, la serata di sensibilizzazione contro il bullismo che si è tenuta presso le Ex Scuderie Martignoni. Nonostante la pioggia battente, la sala ha sfiorato il tutto esaurito: un segnale forte di quanto la comunità di Gallarate, tra cittadini e insegnanti, senta l’urgenza di affrontare il tema del disagio giovanile.
L’evento, patrocinato dall’Assessorato alle Attività Formative guidato da Claudia Mazzetti, è nato da una ferita trasformata in missione. A promuoverlo è stata l’associazione “La Panchina dell’Amicizia di Gio”, fondata da Lara Brufatto e Francesco Calderoni in memoria del figlio Giorgio. Il loro obiettivo è chiaro: intercettare quel “buio” che spesso avvolge gli adolescenti prima che diventi troppo fitto. “Se si salva anche un solo ragazzo, si è salvato il mondo intero”, è stato il mantra che ha accompagnato ogni momento dell’incontro.
La serata è iniziata in modo potente: con il buio totale in sala. Un silenzio simbolico per introdurre il cortometraggio “Il peso del silenzio”, un’opera che dà voce a chi non riesce a chiedere aiuto. A fare da contrappunto emotivo, le note di Jovanotti e la musica dal vivo di Nicole Rossi al pianoforte e Diana Comparato al violino, che hanno trasformato il dolore in una melodia di vitalità.
Esperti del settore hanno poi offerto sguardi preziosi sulla realtà attuale: la Dott.ssa Adriana Battaglia ha analizzato i dati, purtroppo in crescita, sui suicidi giovanili, richiamando tutti a una responsabilità collettiva. La psichiatra Emanuela Berto (ASST Valle Olona) ha usato una metafora suggestiva, paragonando la depressione dei ragazzi alla “neve sul fondo del mare”, invisibile ma presente, che richiede una “scalata” terapeutica fatta di pazienza e cura.
Il momento più toccante è arrivato con le parole dei ragazzi stessi. Daniele Somenzi ha guidato la lettura di alcuni brani del libro “Rifiorisci”, scritti da adolescenti, con la partecipazione emozionata di Andrea Brufatto. Ma è stata la testimonianza di Juan Rasola, studente del Falcone, a scuotere la platea: dopo otto anni di bullismo, Juan ha ricordato che la salvezza spesso non è un miracolo complicato, ma semplicemente “un amico che ti dica: ci sono”.
Prima di salutarsi, l’associazione ha donato a ogni partecipante dei semi da piantare: un invito a curare la vita per vederla “rifiorire”. Ma l’impegno de “La Panchina di Gio” non finisce con lo spegnersi delle luci. L’associazione lancia oggi due appelli concreti a Gallarate: per il progetto gratuito “Dal Sol al Pentagramma” (al via a settembre), si cercano scuole interessate a creare uno spettacolo musicale dove i ragazzi possano esprimersi liberamente. Si cerca un luogo a Gallarate da utilizzare gratuitamente come centro di aggregazione, per offrire ai giovani un’alternativa all’isolamento.
Chi non ha potuto partecipare può richiedere la registrazione della serata contattando l’associazione al numero 340.4790643. Perché, come ha dimostrato l’incontro alle Martignoni, dopo ogni temporale può e deve tornare il sereno.
