Grande partecipazione alla 25ª edizione del presepe vivente attorno alla Basilica di San Vittore

Martedì pomeriggio, 23 Dicembre, la piazza antistante la Basilica di San Vittore e le vie laterali del centro di Varese si sono trasformate in una suggestiva Betlemme a cielo aperto in occasione della 25ª edizione del presepe vivente, che ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe.

A partire dal primo pomeriggio, oltre 300 ragazzi dell’associazione Guide e Scout AGGS (Associazione gruppi guide Scout) Varese, insieme agli scout di Comunione e Liberazione di Varese, Gavirate e Induno Olona, hanno animato il villaggio della Natività con costumi, scene di vita quotidiana e antichi mestieri, dando vita a una rappresentazione intensa e coinvolgente. Le scene, curate con semplicità e attenzione, hanno saputo parlare a grandi e piccoli, creando un clima di raccoglimento, condivisione e autentica attesa del Natale.

Particolarmente partecipato e commovente il momento della rappresentazione della Natività vista dai Re Magi, che ha suscitato emozione tra i presenti, confermando la forza comunicativa di una tradizione capace di rinnovarsi nel tempo.

L’iniziativa, molto apprezzata dalla cittadinanza, è stata promossa e sostenuta dalla Fondazione AVSI (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale), che ha accompagnato l’evento con una concreta finalità solidale. Grazie all’impegno instancabile del dottor Alberto Reggiori, il presepe vivente è stato anche occasione per sensibilizzare e raccogliere aiuti destinati ai progetti di AVSI, in particolare a sostegno dell’educazione nella terra martoriata della Palestina, attraverso la collaborazione con il Patriarcato Latino di Gerusalemme e con un’attenzione speciale alla popolazione di Gaza.

Il gesto si è concluso con la benedizione di Monsignor Gabriele Gioia, Prevosto di Varese, che ha richiamato il significato profondo del Natale come annuncio di speranza, pace e vicinanza concreta ai più fragili.

Il grande riscontro di pubblico conferma come il presepe vivente attorno a San Vittore non sia solo una rappresentazione, ma una vera esperienza di comunità, capace di unire tradizione, fede e solidarietà, parlando ancora oggi al cuore delle persone.

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