Sabato 7 Febbraio, dalle ore 9.30, la Sala Montanari di via dei Bersaglieri 1 diventa un luogo di ascolto, di silenzio e di memoria. Varese si stringe nel Giorno del Ricordo, per rendere omaggio alle vittime delle foibe e agli italiani costretti all’esilio dalle terre dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia: uomini, donne e bambini travolti dalla violenza e dalla cancellazione della propria identità.
Una commemorazione che non è solo celebrazione, ma assunzione di responsabilità collettiva, perché ricordare significa dare voce a chi è stato messo a tacere troppo a lungo.
All’incontro partecipano le massime autorità del territorio: il presidente dell’ANVGD di Varese, dott. Pier-Maria Morresi, il Prefetto di Varese, dott. Salvatore Pasquariello, il presidente della Provincia, Marco Magrini, il sindaco di Varese, Davide Galimberti, il prevosto di Varese, monsignor Gabriele Gioia, il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, prof. Giuseppe Carcano, e la rettrice dell’Università dell’Insubria, prof.ssa Maria Pierro. Presenze che testimoniano quanto il ricordo sia un impegno condiviso dalle istituzioni e dalla comunità.
Particolarmente interessante la video-testimonianza di Lucia Bellaspiga, giornalista e presidente dell’Associazione Italiani di Pola – Istria, Libero Comune di Pola in esilio.
A ottant’anni dalla strage di Vergarolla, l’intervento di Marco Fornasir, giornalista e presidente degli Amici Triestini di Milano, riporta alla luce una ferita ancora aperta, ricordando come la violenza colpisca non solo i corpi, ma la memoria stessa dei popoli.
Il prof. Restelli, docente di Storia dell’arte e membro della Società Storica Lombarda, con il tema “Anche le pietre parlano italiano”, guiderà il pubblico in un viaggio tra segni, monumenti e luoghi che conservano tracce di un’identità che qualcuno ha tentato di cancellare. A seguire, il prof. Gabriele Facchetti, linguista e consigliere di amministrazione dell’Università dell’Insubria, rifletterà su “Il Giorno del Ricordo: sostituzione fisica, culturale e linguistica”, mostrando come la distruzione passi anche attraverso il silenzio imposto alle parole.
Presenti i sindaci dei Consigli Comunali dei Ragazzi e degli studenti del Liceo Cairoli di Varese, accompagnati dalla prof.ssa Maria Biasoli: sono loro il ponte tra passato e futuro, la prova che la memoria può diventare coscienza.
Perché il Giorno del Ricordo non è solo uno sguardo indietro, ma una domanda rivolta a tutti noi: che cosa facciamo, oggi, della memoria di chi non ha potuto raccontare la propria storia?
Didascalia: Dottor Pier-Maria Morresi Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia sezione di Varese
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