È dell’aeroclub di Calcinate la più giovane allieva pilota d’Italia

Pubblichiamo volentieri questo articolo di Irene Marcello, la più giovane collaboratrice del nostro network, che ora scopriamo essere anche la più giovane italiana in procinto di diventare pilota di aliante. Nel nostro Paese le donne con brevetto di volo a vela sono una cinquantina. Irene compirà 16 anni a Settembre e, se tutto andrà come lei auspica, poco dopo sosterrà l’esame per ottenere il brevetto. L’ aeroclub di volo a vela da lei frequentato è quello di Calcinate del Pesce (Varese) che è il più importante d’Italia e tra i più quotati d’Europa. Complimenti ai loro dirigenti per il coraggio d’investire energie nella formazione di giovani piloti.

Dopo il corso teorico che ho frequentato l’autunno e l’inverno scorsi, pochi giorni fa ho avuto il “battesimo del volo”. Un’esperienza fortissima alla quale tenevo tantissimo e che, oltre ai miei genitori e in particolare al nonno che mi sostengono, mi è stata concessa da Alberto Balducci, direttore della Scuola di volo a vela di Calcinate del Pesce. Se non fosse stato per lui, che mi ha dato fiducia, non avrei potuto intraprendere questa meravigliosa esperienza.

Da poco meno di un anno frequento l’Acao, che è l’acronimo di Aero Club Adele Orsi, un animato centro di volo a vela che, come si intuisce, porta il nome della sua fondatrice, Adele Orsi, appunto. Si tratta del più importante aeroporto di volo a vela d’Italia.

Dalla sua pista sul lungolago di Varese, nei weekend di tempo favorevole, è un via vai continuo di atterraggi e decolli.

Il giorno del mio battesimo, in una tersa giornata di questa bizzarra primavera, più di ottanta alianti sono decollati per la gioia dei loro piloti e per quella degli immancabili spettatori che non mancano mai, nonostante le restrizioni imposte dell’epidemia causata dal virus di Wuhan.

Scopro l’acqua calda se ricordo che il “mito di Icaro” è dentro l’uomo. La maggioranza dei miei compagni di classe – frequento la quinta ginnasio in un liceo classico milanese – sarebbe felice di fare la mia stessa esperienza perché il volo dà emozioni profondissime, imparagonabili a quelle che normalmente un giovane della mia età può vivere praticando altri sport o discipline estreme (penso al rafting, alle arrampicate, al bungee jumping) perché pilotare un velivolo dà emozioni profondissime e di difficile descrizione tanto sono personali e penetranti.

Il mio istruttore, Maurizio Menegotto, proprio per la lunga esperienza maturata in tante ore di volo (è pilota da 20 anni), mi sta esercitando a seguire le procedure con molta attenzione: controlli esterni del velivolo appena uscito dall’hangar; puntuali verifiche di tutti i comandi e indicatori appena sistemata a bordo; consigli utili a mantenere l’aliante sempre in equilibrio durante il volo.

La metodologia di insegnamento di Maurizio mi mette a mio agio. Le sue correzioni e i suggerimenti sono sempre pacati e anche in situazioni impreviste o causate da miei errori (atterraggio “hard”, mancato allineamento durante il traino, per citare i principali) non mi ha mai messo in tensione né redarguito o, peggio, demoralizzato.

Il suo stile di educazione al volo, insomma, mi è davvero utile perché è anche un allenamento ad essere attenta e scrupolosa in tutto ciò che faccio. Un aiuto diretto anche nel mio approccio allo studio delle materie scolastiche, come il greco, che mi affina a non tralasciare nulla, dettagli compresi. D’altra parte anche lo studio delle lingue antiche è uno stimolo a passare dalle regole a memoria alla pratica di queste e viceversa.

La scuola del volo a vela, se da un lato appaga il desiderio di vedere il mondo dall’alto, da un altro lato aiuta a disciplinare anche il comportamento evitando di indugiare in atteggiamenti superficiali che spesso, nella vita, diventano fonte di seri guai. È la prima splendida constatazione che ho maturato in questi primi passi nella mia avventura di pilota. Riprenderò l’argomento, se mi sarà concesso.

(nella fotografia al centro l’istruttore Maurizio Menegotto a destra Irene Marcello)

Irene Marcello ©

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