Da Roma a Solbiate Olona il decreto sicurezza spiegato sul territorio

a cura di Daniele Carozzi – Fra necessità di tutelare la sicurezza pubblica, garantire l’operatività delle Forze dell’Ordine e qualche isterismo ideologico dell’opposizione, il “decreto sicurezza” del 9 giugno 2025, è ormai legge. Presentati dal docente di Logistica gen. Antonio Pennino, lo spiegano nei dettagli al Golf Club “Le Robinie” di Solbiate Olona (VA) l’On. Andrea Mascaretti di FdI, il Vice comandante della Polizia Stradale di Busto Arsizio e sindacalista SIULP Paolo Macchi, l’Avv. Antonio Avino, il criminologo Davide Mantovan, il sindaco di Solbiate Olona Luigi Melis e il dott. Niccolò Cestani della Prefettura di Varese, in un convegno moderato dal direttore di Rete 55, Matteo Inzaghi. Il via alla conferenza è dato dall’On. Mascaretti con un rapido excursus sui punti salienti del neonato Decreto Sicurezza «che non ha mancato di creare cortocircuiti, male interpretazioni e furenti dibattiti da parte dell’opposizione. Si tratta di 39 articoli con 14 nuovi reati oltre a 9 aggravanti – continua Mascaretti – e provvedimenti nei confronti di chi crea blocchi stradali impedendo l’altrui diritto di recarsi al lavoro, piuttosto che in ospedale o all’Università, lo sgombero immediato di abitazioni occupate, specie se trattasi di prima casa, fino alle SIM telefoniche cedute senza appropriazione del nome, tramite le quali si innestano operazioni losche. Inoltre no all’accattonaggio, in particolare per chi sfrutta i minori, quindi lotta alle droghe anche leggere perché riconosciute lesive per l’organismo, e body cam per le Forze dell’Ordine affinché riescano a filmare per intero situazioni che altrimenti verrebbero strumentalizzate o parzializzate dai dimostranti di piazza. Infine, anticipi di 10mila euro per gli agenti che incorrano nel paradossale “atto dovuto” e maggiore sicurezza nelle carceri».

Per Paolo Macchi, Presidente di “Lampi blu”, e leader sindacale del SIULP «è estremamente difficile per le Forze dell’Ordine esercitare il loro compito quando la forza non deve essere dimostrata. Io stesso devo evitare di estrarre la pistola d’ordinanza perché potrei andare nei guai». Macchi è inoltre contrario al body cam. «Perché se durante un inseguimento, quando hai l’adrenalina alle stelle e sei pure incazzato contro il possibile delinquente che insegui, ti scappa la bestemmia o l’augurio che il fuggitivo si schianti, ecco un giudice che dal suo comodo scranno immediatamente rileva eccesso di zelo o atteggiamenti pregiudiziali nei confronti di quello che, se fugge da un posto di blocco, sicuramente ha qualcosa da nascondere alla Giustizia». Ma oltre a ciò, per Macchi è assolutamente necessario diminuire i tempi di giudizio del ben noto “atto dovuto”, perché spesso si consumano anni. Con conseguenze umane e di carriera assolutamente drammatiche.

Davide Mantovan, esperto di lotta al terrorismo, fra i pericoli della sicurezza cita la lotta al terrorismo islamico. «Vi è il serio problema di potersi radicalizzare con un “fai da te” via web. È un micro terrorismo diffuso, pulviscolare, essenzialmente religioso, e le istruzioni per maneggiare armi, dal coltello agli esplosivi, individuare il target o condurre un automezzo sulla folla, si trovano in Internet. Il suggerimento è di colpire un uomo in uniforme, un agente dell’Ordine, perché ciò agisce psicologicamente sulla popolazione che vede abbattere proprio chi è tenuto a difenderla. Ora questo materiale divulgativo è finalmente sanzionato e oscurato con il Decreto Sicurezza.»

Da parte sua il dottor Niccolò Cestani, in rappresentanza del Prefetto di Varese, assicura la totale collaborazione da parte degli organismi prefettizi circa l’attuazione del Decreto Sicurezza.

L’Avvocato Antonio Avino, esperto in amministrativo penale, in merito al Decreto Sicurezza apre con una battuta: «Se ha fatto imbufalire la Salis, Fratoianni e Bonelli, allora vuol dire che è ben riuscito. Per la giurisdizione italiana la pena è una estrema ratio ma se il giovane Hjorth, che ha ucciso un carabiniere, si prende 10 anni e 11 mesi da scontare nella villa della nonna a Fregene, vuol dire che qualcosa non va… Così come c’è chi si scandalizza per mandare una madre con bimbo piccolo in carcere. Ma per andare in carcere con il nostro sistema giudiziario bisogna averla fatta davvero grossa! Per favore, signori onorevoli, cancellate la riforma Cartabia». A concludere il dibattito è Luigi Melis, ex Sindaco di Solbiate Olona. «Per una amministrazione comunale, un simile decreto mette nella condizione di meglio tutelare le stazioni ferroviarie e liberare gli appartamenti abusivamente occupati. Vero però che si ha necessità di sopperire alle carenze di bilancio per mettere in campo la Polizia Locale quale supporto a Carabinieri e Polizia di Stato.»

Condividi:

Related posts