Da esule a leggenda: la lunga marcia di Abdon Pamich verso Milano-Cortina 2026

Fonte: https://www.anvgd.it/la-marcia-dellesule-abdon-pamich-da-fiume-alle-olimpiadi-invernali-2026/

di Lorenzo Salimbeni – Martedì 20 Gennaio la fiamma olimpica che sta attraversando l’Italia in vista delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 è passata anche per Vicenza. Tra i tedofori che si sono alternati c’erano pure due rappresentanti dell’Esodo giuliano-dalmata.

In prima battuta il novantaduenne esule fiumano Abdon Pamich, il quale è stato uno dei grandissimi della marcia italiana sulla distanza dei 50 km: bronzo Olimpico a Roma 1960, oro a Tokyo 1964, con cinque partecipazioni totali ai Giochi, dal 1956 al 1972, edizione in cui è stato portabandiera della delegazione italiana alle Olimpiadi di Monaco. La marcia più importante della sua vita l’ha tuttavia disputata quando giovanissimo abbandonò assieme al fratello la natia Fiume occupata dalla Jugoslavia comunista ed intraprese un cammino notturno che lo riportò entro i confini italiani. Ha poi vissuto nei Centri Raccolta Profughi, a Novara e a Genova, ed è testimone di questa esperienza nel suo ruolo di rappresentante della Società di Studi Fiumani. Naturalmente è anche testimonial della Corsa del Ricordo, l’evento sportivo organizzato dall’ASI (Associazioni Sportive e sociali Italiane) insieme all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e che unisce la commemorazione delle vittime delle foibe e dell’esodo con una manifestazione sportiva.

A coinvolgerlo in questo evento è stato invece Dario Zaccariotto, figlio del compianto Giorgio, esule da Montona, e di Italia Giacca (esule da Stridone nonché componente dell’Esecutivo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia): «Quando ho saputo che era partito il bando per la selezione dei tedofori, mi sono fatto avanti non tanto come mentatleta, vincitore cioè delle Olimpiadi dei giochi da tavolo e dei rompicapo, quanto come esule istriano di seconda generazione, chiedendo esplicitamente di coinvolgere insieme a me Pamich. Ricevere da lui il fuoco olimpico doveva significare anche il passaggio delle consegne tra chi ha vissuto sulla propria pelle l’esodo e le nuove generazioni, orgogliose della propria identità e delle proprie origini, che intendono portare avanti la testimonianza dei propri padri»

I partecipanti a questa staffetta simbolica hanno percorso tratti brevi, ma Pamich ha marciato tra due ali di folla raccogliendo applausi e attestazioni di stima e di ammirazione per la sua carriera sportiva da parte di un pubblico che aveva riconosciuto il vecchio campione. Un riscontro di entusiasmo che è proseguito sulla pagina social di Milano Cortina 2026:

Resta soltanto un po’ di amarezza, perchè nell’evento conclusivo della giornata sono stati chiamati sul palco ovviamente i campioni olimpici vicentini Gelindo Bordin e Gabriella Dorio, ma non c’è stata l’accortezza di dare ancora qualche minuto di visibilità a Pamich, con tutto quel che rappresenta dal punto di vista umano e sportivo. Non stiamo a ripercorrere lo scaricabarile delle responsabilità, ma ci rallegriamo perchè si è comunque compiuto il passaggio ideale della testimonianza della nostra storia: «Quando ho acceso la fiaccola di Dario con la mia – racconta Pamich – gli ho idealmente consegnato una luce che deve illuminare le vicende che hanno riguardato gli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia alla fine della Seconda guerra mondiale. È compito delle nuove generazioni far conoscere alla gente quel che abbiamo vissuto ed è gratificante riscontrare che nei nostri figli e nipoti c’è voglia di conoscere, di raccontare e di riscoprire le proprie radici»

Pamich avrà tuttavia ancora un’occasione per far conoscere al grande pubblico la sua storia: martedì 10 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo 2026, Rai 1 trasmetterà in prima serata la fiction “Memorie di un marciatore” che, partendo dal libro in cui Abdon stesso ha raccontato la sua vita, illustrerà la sua vita di esule e di campione olimpico.

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