Contributo da 500 mila euro per terminare restauro Villa Durini

Quattro secoli fa era un’elegante villa patrizia  appartenuta alla famiglia dei Magni e poi acquistata da quella dei Terzaghi e, infine.  dei conti Durini.

La villa del 1500 che di questi ultimi ha mantenuto il nome non ha perso, nei secoli, una virgola del suo splendore ma ha mutato radicalmente destinazione divenendo il quartier generale degli uffici comunali ma anche un elemento di indubbio impreziosimento dell’ampio polmone verde al suo intorno.

Ora l’edificio, che dal 1956 è di proprietà del comune, sarà sottoposto a un massiccio intervento di efficientamento energetico. E questo perchè, come recita la delibera adottata dalla giunta del sindaco Vittorio Landoni,  i lavori di restauro che furono compiuti tra il 1973 e il 1987 lasciarono scoperte alcune criticità.

“I lavori di restauro-  recita la delibera – hanno solo parzialmente interessato le coperture e le strutture lignee che le sostengono  di cui manca un’analisi approfondita, la copertura, oltre a non essere termicamente isolata, presenta attualmente alcune criticità per cui durante gli interventi meteorici si verificano diverse infiltrazioni e il mancato isolamento del sottotetto causa di dispersione del calore nei mesi invernali ha creato accumulo di calore nei mesi estivi con conseguente effetto radiante nei locali sottostanti”.

Insomma, elementi a cui occorre mettere mano quanto prima nel nome del pregio, della storia e della rilevanza funzionale e civica che l’edificio ha assunto nel corso del tempo. “E’ intenzione dell’amministrazione comunale-  spiega la delibera – dar corso a un intervento di efficientamento energetico dell’immobile e alla verifica dello stato di conservazione delle coperture e delle strutture portanti lignee relativamente alla porzione  delle coperture di villa Durini in corrispondenza della parte più antica della villa”.

Per portare a compimento l’operazione il comune ha voluto bussare alla porta della Regione da cui conta di portare a casa un contributo di 500 mila Euro. 

Cristiano Comelli ©

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