Venerdì 21 Novembre, nella basilica di san Vittore in Varese, il vicario episcopale, don Franco Gallivanone, ha concelebrato con il prevosto di Varese, monsignor Gabriele Gioia, la Messa solenne con cui è stata celebrata la patrona dell’Arma dei Carabinieri, Virgo Fidelis.
Fu papa Pio XII, con un apposito Breve apostolico promulgato l’11 Novembre 1949, a riconoscere all’Arma come santa protettrice la Virgo Fidelis, che è l’appellativo con cui la Chiesa cattolica definisce la Madre di Gesù.
Nell’occasione i Carabinieri, come ha sottolineato nel suo intervento a conclusione del rito il comandante provinciale, col. Marco Gagliardo, «oltre a fare memoria dell’eredità morale lasciata dalla Patrona, rammentano anche la strenua resistenza del 1° Gruppo Mobilitato che il 21 Novembre 1941 s’immolò per difendere il caposaldo di Culqualber, ultima difesa di Gondar, in Africa Orientale e soprattutto ricordano gli orfani, figli di militi caduti in servizio». Il Comandante ha pronunciato commosse parole di vicinanza rivolgendosi ad alcune vedove precisando che «la grande famiglia dei Carabinieri non dimentica mai i suoi figli».
In basilica ai tanti Carabinieri presenti hanno fatto corona nutrite rappresentanze di Assoarma (in prima fila la Sezione varesina dell’Associazione nazionale carabinieri con il presidente, prof. Roberto Leonardi e il suo vice, Giorgio Stracquadagno) Protezione civile, Croce rossa e singoli fedeli.
Molte le autorità presenti, tra le quali il viceprefetto Michele Giacomino, il gen. Marco Javarone, comandante della Forza d’impiego rapido di Solbiate Olona della Nato, l’ing. Ciro Bolognese, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, il col. Alessandro Luchini, comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, il questore, dott. Carlo Mazza, il presidente della Provincia, Marco Magrini, il sindaco, Davide Galimberti, il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale, Giuseppe Carcano.
Nel corso dell’omelia il Vicario episcopale, dopo il saluto alle autorità, ha esordito affermando di essere contento di «poter pregare con voi, in una Messa nella quale si onora la Madonna, che per l’intera esistenza ha camminato al cospetto del Signore».
Don Gallivanone s’è poi soffermato su tre pensieri che, maturati riflettendo sulla Parola di Dio, ha offerto ai militari dell’Arma: respirare alla luce dei grandi ideali, amare l’ordine pubblico ed osservare l’etica della parola, della comunicazione.
Il rito, accompagnato da suggestivi brani musicali eseguiti con l’organo, ha avuto un momento di compassato struggimento quando è stata letta la “Preghiera del Carabiniere”, che si chiude con l’invocazione alla “Virgo Fidelis”: «E da un capo all’altro d’Italia suscita in ognuno di noi l’entusiasmo di testimoniare, con la fedeltà fino alla morte, l’amore a Dio e ai fratelli italiani».
Didascalia: autorità e fedeli qualche istate prima dell’inizio del rito religioso di commemorazione della Virgo Fidelis
