Castellanza il nuovo libro di Davide Tarlazzi

A Castellanza è conosciuto  per una villa che, a loro appartenuta come luogo di vacanza , è ora sede del comune.  Ma il casato patrizio  dei Brambilla ha una storia ampia e affascinante da raccontare anche  per ciò che ha significato per Milano. 

 Ma è soprattutto sulla vicenda dei trascorsi castellanzesi della famiglia che si sofferma con perizia, passione e attenzione ai dettagli il volume di Davide Tarlazzi intitolato “I Brambilla, patrizi milanesi.  la storia del casato, la villa  di Castellanza e le memorie delle villeggiature”. Le storie dei Brambilla si incrociano però prima di tutto con il capoluogo lombardo grazie al governo della città di Cesare I. 

A lui fecero seguito, tra gli altri, Giulio Cesare III  in pieno periodo risorgimentale, amico di Umberto di Savoia e Cesare II, legato alle vicende del fascismo agrario lombardo. Attenti al governo della città meneghina, i Brambilla non lo furono però meno all’aspetto artistico anche se lo sposarono spesso alle loro esigenze di funzionalità.

Ne sono testimonianza il palazzo settecentesco milanese e, appunto, palazzo Brambilla a Castellanza, figlio dell’intuito architettonico di  Pietro Pestagalli. Ma al di là dei gioielli architettonici sono degni di menzione, e Tarlazzi non manca di evidenziarlo, anche quelli pittorici che vivono, a esempio, nel ritratto di Paola Roero di Settime Brambilla dipinto da Giuseppe Molteni. E poi anche un ampio universo documentaristico testimoniato paradigmaticamente dagli scritti di Giuseppe Gerolamo Brambilla. Una storia che ha attraversato tre secoli e ancora oggi risplende nel fulgore del ricordo lasciato. E della quale Castellanza ha la possibilità, grazie a questo volume, di appropriarsi in modo sempre più profondo ed esaustivo.

Tanto che il libro è stato messo a disposizione dei cittadini per essere acquistato alla biblioteca civica di piazza visconte Leonardo Cerini.

Castellanza e i Brambilla, insomma, continuano a intersecarsi  in un connubio che non sembra davvero essere stato macchiato dalla polvere del tempo. E per accorgersene  a dovere non resterà che accostarsi al libro.

Cristiano Comelli ©

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