E’ notizia di pochi giorni fa che la candidatura di Michelangelo Pistoletto al Premio Nobel per la Pace è stata formalmente accettata dal Comitato norvegese di Oslo.
Ora, riferisce il giornale on line NewsBiella.it, si apre una fase cruciale: costruire un forte sostegno pubblico e istituzionale attorno al nome dell’artista che più di ogni altro ha fatto dell’arte uno strumento di trasformazione sociale.
Secondo le regole del Comitato Nobel, il candidato può ricevere sostegno da organizzazioni, enti, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, ma anche da singoli cittadini.
Un’operazione su cui a Busto si sta lavorando da qualche settimana: il sindaco Emanuele Antonelli e l’assessore alla Cultura Manuela Maffioli hanno già siglato una lettera di sostegno alla candidatura del maestro, per lo straordinario impegno dell’artista a favore della pace, della giustizia sociale e della responsabilità collettiva.
La lettera è stata inviata sia ai consiglieri comunali attraverso la presidente Laura Rogora che, a sua volta, l’ha firmata, sia alle associazioni culturali, sportive e del terzo settore della città affinché a loro volta la sottoscrivano (le firme sono state raccolte per un paio di settimane e si darà di nuovo a settembre la possibilità, a chi non è riuscito a sottoscrivere la lettera, di farlo a Villa Ottolini-Tovaglieri nella sede dell’assessorato alla Cultura).
Il sostegno bustocco deriva dalla prestigiosa collaborazione che l’Amministrazione ha avviato con il maestro e la sua fondazione a partire dalla rassegna di arte tessile M(a)y Fiber 24, occasione in cui al Museo del Tessile è stato esposto il “Terzo Paradiso” nella versione ospitata dal Palazzo dell’ONU a New York e le sale di Palazzo Cicogna hanno accolto un’altra delle sue opere iconiche, la “Venere degli stracci”.
E presto nel parco del museo del tessile sarà realizzata una nuova versione del “Terzo paradiso” permanente, che permetterà a Busto Arsizio di aggiungersi alle città di 40 Paesi del mondo che hanno l’onore di ospitare la celebre operache reinterpreta il segno matematico dell’infinito, inserendo un terzo cerchio centrale, simbolo di equilibrio tra natura e artificio, scienza e coscienza, individuo e società
