La colonia elioterapica di via Bodmer 20 a Germignaga ha ospitato, venerdì 14 Novembre alle 19.00, la presentazione del libro “La rivoluzione (tradita) del referendum sull’acqua” di Alessandro Franzetti, pubblicato da Pietro Macchione Editore. Un pubblico attento ha seguito l’incontro, arricchito dalla presenza di relatori di primo piano.
Al tavolo sono intervenuti monsignor Carlo Azzimonti, moderator curiae e vicario episcopale per gli Affari Generali dell’Arcidiocesi di Milano, nonché giurista; Giulio Mauro Facchetti, professore ordinario di Glottologia e Linguistica all’Università dell’Insubria, coordinatore del dottorato in Diritto e Scienze Umane e del corso di laurea magistrale in Linguaggi e Competenze per la Formazione; e Marco Fazio, docente di Storia dell’Arte e sindaco di Germignaga dal 2014. A moderare la serata è stato Alberto Comuzzi, giornalista e direttore del quotidiano online VareseInLuce.
Tra il pubblico erano presenti i sindaci di Luino Enrico Bianchi; di Porto Ceresio Marco Prestifilippo; di Porto Valtravaglia Ermes Colombaroli; di Brezzo di Bedero Daniele Boldrini, Cuveglio Giorgio Piccolo, il prevosto di Varese, Mons. Gabriele Gioia, oltre al deputato di Fratelli d’Italia, onorevole Andrea Pellicini.
Il libro di Alessandro Franzetti, frutto della sua tesi di dottorato in Diritto e Scienze Umane, analizza il linguaggio e le strategie comunicative utilizzate durante la campagna referendaria del 2011 sull’acqua pubblica. Attraverso l’esame dei manifesti e dei messaggi politici, l’autore mostra come quei meccanismi abbiano contribuito a raggiungere il quorum e richiama, con il riferimento alla “rivoluzione tradita”, la distanza tra l’esito referendario e le scelte politiche successive. Originario di Luino, Franzetti è laureato con lode in Scienze e Tecniche della Comunicazione all’Università dell’Insubria, autore di articoli scientifici e figura attiva nel panorama culturale locale; in passato ha ricoperto la carica di presidente del Consiglio Comunale di Luino.
Il dibattito ha toccato il tema dell’acqua come bene comune e il ruolo della pubblicità, intesa non solo come veicolo commerciale che ci invita all’acquisto o al consumo, ma anche come pubblicità sociale, capce di sensibilizzare la collettività. Un apsetto che si collega direttamente all’enciclica di Papa Francesco “Laudato si”, nella quale il pontefica richiama il valore dell’ecologia umana, per un credente la natura è frutto dell’opera di Dio e, proprio per questo, va custodita e garantita.
Questa prospettiva ha spiegato uno dei relatori invita a riflettere sul diritto dell’acqua come diritto fondamentale. Da giurista, Mons. Azzimonti, tale richiamo ha sollecitato la ricerca di riferimenti normativi relativi ai diritti inviolabili della persona: l’acqua, infatti, è un bene indispensabile alla sopravvivenza. PapaFrancesco la definisce un vero e proprio diritto umano, posizione che ha trovato una concretizzazione anche nelle Risoluzioni Onu del 2010, che riconosce l’accesso all’acqua potabile come diritto essenziale per l’umanità. Riflessioni è stato sottolineato che nascono proprio dalla lettura del testo di Franzetti.
Il prof. Facchetti ha analizzato la comunicazione relativa al referenudum, soffermandosi sugli elementi di persuasività del messaggio. Il voto del 2011 non verteva sul valore dell’acqua in sé, ma alla sua gestione, e dunque la comunicazione assunse la forma di una comunicazione di pubblica utilità. Tuttavia, la volontà espressa dagli elettori non è stata pienamente recepita dal legislatore creando un problema che incide sulla fiducia e sulla partecipazione alle consultazioni popolari successive.
Mons. Azzimonti ha richiamato l’annuncio evangelico come buona notizia che deve essere comunicata non con logiche di propaganda ma attraverso relazioni autentiche e credibili.
Il prof. Fazio ha richiamato tra pubblicità e propaganda politica sottolineando come la seconda spesso si sovrappone alla prima riducendo la trasparenza verso i cittadini.
L’autore Alessandro Franzetti ha spiegato di essere stato spinto a scegliere questo tema dalla sua lunga passione per i quesiti referendari e dal risultato straordinario del quorum 2011. Il volume analizza i manifesti della campagna per offrire una lettura completa delle diverse posizioni in campo. Secondo Franzetti, il raggiungimento del quorum fu favorito anche dalla particolare contingenza politica che portò pochi mesi dopo alla caduta del Governo Berlusconi.
Il titolo del libro richiama l’idea di una “rivoluzione tradita”: sebbene la maggioranza degli italiani si espresse chiaramente per mantenere l’acqua un bene pubblico, tale volontà – sottolinea l’autore – non ha trovato una corrispondenza piena nelle scelte politiche successive. Originario di Luino, Alessandro Franzetti si è laureato con lode in Scienze e Tecniche della Comunicazione all’Università dell’Insubria, dove aveva già conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione. È autore di articoli scientifici e da anni partecipa attivamente alla vita culturale e associativa del territorio; in passato ha anche ricoperto la carica di presidente del Consiglio Comunale di Luino.
La presentazione del libro di Franzetti ricorda quanto il tema dell’acqua – bene primario, vitale e universale – continui a interrogare la coscienza collettiva. La distanza tra la volontà popolare e le scelte istituzionali invita a una riflessione più ampia sul rapporto tra cittadinanza, politica e responsabilità pubblica.
A oltre un decennio dal referendum, il dibattito resta aperto: comprenderne i linguaggi e le dinamiche comunicative significa anche riflettere sul valore della partecipazione democratica e sulla necessità di custodire, davvero, ciò che viene riconosciuto come bene comune



