A Milano migliaia in corteo contestano il green pass

Milano – sabato 2 Ottobre – vie del centro

“E pur si muove”, come avrebbe detto Galileo. Qualcosa si muove sul fronte del green pass; e a ricordarlo sono le migliaia di cittadini che stanno scendendo nelle piazze italiane.

A Milano, nel pomeriggio di oggi 2 Ottobre, una fiumana di persone ha dato vita ad un corteo (oltre ventimila persone?) che ha sfilato nelle centralissime vie che circondano il Duomo per poi proseguire fino al Palazzo della Regione.

Anche se l’accoppiata Draghi-Macron tira dritto per la propria strada fingendo di non essere preoccupata e quindi di non sentire l’esigenza di raccogliere i segnali della protesta di milioni di italiani e di francesi, il clima sociale si sta oggettivamente surriscaldando. Nel capoluogo lombardo a sfilare sono state persone di ogni ceto e provenienza, compresi insegnanti e docenti universitari.

Si ha quasi l’impressione che Draghi-Macron spingano per accendere gli animi in modo da far evolvere quella che è una pacata protesta in un’azione turbolenta tale da giustificare il prolungamento dello stato d’emergenza.

Negli anni della Prima Repubblica i governi a maggioranza democristiana si svenavano per mantenere la pace sociale e con il dissenso mostravano sempre una volontà dialogante.

Difficile capire la durezza di un capo del governo, certamente molto competente in questioni economiche, ma mai passato da una competizione elettorale (Draghi) e di un presidente della Repubblica che governa con meno del 25 per cento del consenso dei  Francesi (Macron), i quali, per governare i propri Paesi, appaiono usare gli stessi metodi e strumenti con cui avevano dimestichezza quando solcavano i campi della finanza internazionale.

Tornando alla manifestazione milanese colpisce quel cartello “Vogliamo pluralità di informazione” (messo in risalto dal filmato che abbiamo realizzato) perché denuncia un sentimento che si sta diffondendo in modo preoccupante: la convinzione della connivenza della “grande” stampa con le posizioni dell’Esecutivo, come se il ruolo da essa svolto dovesse limitarsi a spiegare ai cittadini come comportarsi secondo i desiderata governativi. Ma i giornalisti non dovrebbero essere i cani da guardia del potere?

Finché la civile protesta dei cittadini si limita ad un corteo, di sabato, giorno in cui il disagio per il traffico non arreca grande disturbo, l’Esecutivo può continuare a sonnecchiare. Decisamente più preoccupante, per il Governo e per l’intero Paese, sarà quando comincerà ad alzarsi la protesta dei camionisti e dei lavoratori portuali, categorie in grado di paralizzare l’Italia.

Alberto Comuzzi ©

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